SEZIONE C

C 356 AGRONOMIA E TERRITORIO - PIANIFICAZIONE E USO DEL TERRITORIO Quindi, per motivi pratici, si ricorre a esperti del territorio oppure a dati statistici per identificare le rese massime nell arco di diversi anni. La georeferenziazione in questi casi è sempre abbastanza incerta. Le informazioni sulla produttività potenziale sono state ottenute da agronomi che operavano sul territorio. Anche per la PP è possibile impiegare modelli di simulazione colturale, calibrati per la coltura di riferimento e per il territorio in esame. La difficoltà di reperimento di acqua da falda è stata correlata alla profondità della base della falda freatica (PF), dato che non erano disponibili informazioni attendibili e complete sulla profondità della stessa nel periodo primaverile-estivo. La profondità della base della falda freatica è stata desunta dalle carte geologiche predisposte per la redazione del PRG comunale. La distanza dai corsi d acqua (DR) è stata ottenuta utilizzando l operatore GIS di distanza minima, sulla base della Carta Tecnica Regionale in scala 1:5.000. Per la profondità utile del terreno (PUT) e il contenuto in scheletro dello stesso (SCH), in mancanza di altre informazioni, ci si è avvalsi della Carta dei Suoli e dei dati ottenuti dall indagine pedologica. La riserva idrica utilizzabile massima è stata calcolata applicando l espressione: RUm 5 PUT ? (1 2 SCH/100) ? ADm dove: PUT è la profondità utile del terreno (mm); SCH la percentuale di scheletro e ADm è la frazione volumetrica di acqua disponibile della terra fine. PUT e SCH sono state ottenute da misure dirette, ADm da campionamenti e analisi idrologiche, con l applicazione di funzioni pedologiche di trasferimento e successiva spazializzazione. Creazione di database, mappe di base, mappe di sintesi e calcolo dell indice. Le operazioni elementari effettuate sono state: a. registrazione su supporto informatico dei dati georiferiti ottenuti dalle indagini a questionario e pedologiche, dallo studio geologico e da prove sperimentali; b. analisi esplorativa dei dati per verificarne la qualità ed eliminare o ricostruire i dati anomali; c. predisposizione delle funzioni di trasferimento e loro applicazione per il calcolo di variabili derivate; d. digitalizzazione delle mappe cartacee esistenti e loro rasterizzazione; e. spazializzazione delle caratteristiche territoriali puntuali e creazione di mappe raster con celle di 100 3 100 m; f. classificazione o discretizzazione delle variabili continue; g. rappresentazione cartografica delle caratteristiche di base o di sintesi, con legenda e altri tematismi utili a caratterizzare l area allo studio (reticolo stradale e idrografico, zone urbane, ecc.). h. calcolo dell indice di vocazione irrigua VIR. Gli strumenti software impiegati sono stati un programma per la gestione dei database, un programma per le elaborazioni statistiche (Stata). Le rappresentazioni cartografiche sono state realizzate con i programmi GIS Idrisi e MapInfo. Determinazione delle classi di vocazione irrigua. La valutazione dell attitudine alla trasformazione irrigua è stata ottenuta classificando l indice di vocazione irrigua (VIR). Sono state ricavate tre classi, stabilite arbitrariamente, adottando valori soglia di 0,3 e 0,6, distinguendo suoli molto adatti, adatti e moderatamente adatti all irrigazione. La classe centrale, nella quale ricadeva la gran parte del territorio, è stata ulteriormente

SEZIONE C
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AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi