2.6.2 Vocazione agronomica e colturale

C 358 AGRONOMIA E TERRITORIO - PIANIFICAZIONE E USO DEL TERRITORIO meglio gli investimenti aziendali. Nei terreni di classe 2 la pratica irrigua dovrebbe essere ammessa limitatamente ai metodi di microirrigazione; sono da scoraggiare le irrigazioni per scorrimento per evitare la lisciviazione dei terreni, il loro impoverimento e l inquinamento delle acque di falda. Nei terreni di classe 3 e 4 non sono da incentivare investimenti strutturali (reti consortili, canali, ecc.), poiché l irrigazione risulterebbe necessaria solo come intervento occasionale di soccorso. 2.6.2 Vocazione agronomica e colturale. La determinazione della vocazione agronomica e colturale delle aree rurali costituisce uno dei principali obiettivi della VAT. Numerosi sono gli studi realizzati per classificare i terreni sulla base della potenzialità produttiva. Di seguito si riporta, come esempio, una procedura sviluppata per la valutazione della vocazione agronomica e delle vocazioni colturali (reali e potenziali). Per vocazione colturale (VC ) si intende l idoneità del territorio a ospitare una specifica coltura; per vocazione agronomica (VA) si intende la versatilità dello stesso nell accogliere colture diverse. Con vocazione colturale potenziale (VCP ) si fa riferimento all identificazione della coltura più adatta mentre con la vocazione colturale reale (VCR ) il territorio viene classificato in base alla tipologia colturale (estensiva/intensiva), così come si è evoluta nel tempo, in relazione al complesso dei fattori fisici ma soprattutto socioeconomici che hanno determinato il suo concretizzarsi. Il confronto tra la carta della vocazione colturale potenziale e quella della vocazione colturale reale permette di valutare se le colture praticate sono collocate negli ambienti idonei. I casi in cui questo non si verifica sono da attribuire a fattori extra-agronomici. La carta VCP permette inoltre di identificare le zone in cui favorire o scoraggiare la diffusione delle diverse colture. Vocazione colturale. La valutazione della vocazione colturale (VC ) del territorio del comune di Zoppola è stata effettuata per le colture maggiormente presenti (o potenzialmente interessanti), considerate per gruppi omogenei (colture viticole, frutticole, orticole, erbacee asciutte ed erbacee irrigue) e sulla base della loro risposta alle caratteristiche climatiche e pedologiche. In relazione alle informazioni disponibili, i fattori considerati sono stati: profondità utile del terreno (PUT ); tessitura (TES); contenuto in scheletro (SCH ); riserva idrica utilizzabile massima fino a 120 cm (RUm); produttività potenziale (PP ) e vocazione irrigua (VIR). Le vocazioni colturali specifiche sono state ottenute come media pesata dei cinque indicatori derivati da PUT, TES, PP, RUm e SCH. Tale somma è stata poi moltiplicata per un indicatore derivato dall indice VIR. Gli indicatori sono stati ottenuti riclassificando le caratteristiche pedologiche secondo la Tabella 3.6 che può essere rivista in funzione delle caratteristiche pedoclimatiche disponibili nonché del loro intervallo di variazione nell area allo studio. La Tabella 3.6 è stata ottenuta sulla base di giudizi esperti; i valori riportati non sono perciò da considerare in modo assoluto, potendo subire adattamenti per situazioni specifiche. Nella sua predisposizione si è tenuto conto che: a. la scarsa profondità del terreno è importante per le erbacee asciutte ma meno per le colture irrigue; b. la tessitura sciolta è particolarmente adatta alle orticole; c. un elevato contenuto di scheletro non è adatto alle orticole e alle erbacee asciutte mentre un medio contenuto in scheletro migliora la qualità dei prodotti di vite e arboree; d. la bassa ritenzione idrica danneggia soprattutto le erbacee asciutte ma non le irrigue;

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi