2.6.3 Vocazione colturale in ambiente montano

VALUTAZIONE AGRONOMICA DEL TERRITORIO C 361 in 3 classi di merito, sulla base della media aritmetica degli indici di ciascuna vocazione specifica (vite, arboree, orticole, colture erbacee asciutte, colture erbacee irrigue). L indice VA è stato suddiviso in tre classi di vocazione (bassa, media e alta) mappate nella carta della vocazione agronomica. Vocazione colturale potenziale (VCP). Per valutare la VCP (che non considera i fattori extra-agronomici), le celle del territorio sono state classificate attribuendo loro la coltura per la quale presentavano la maggiore vocazione. La relativa carta è stata ottenuta assegnando a ogni cella la vocazione colturale che aveva fornito il valore massimo. La mappa ricavata è stata poi riclassificata, accorpando le celle in due categorie: zone adatte a colture estensive (mais, bietola, soia, frumento, orzo, prati e colture legnose) e zone adatte a colture intensive (fruttiferi, vite, colture orticole e vivaismo). Tale mappa rappresenta la vocazione potenziale, ricavata dalle caratteristiche fisiche oggettive dei suoli e dalle esigenze agronomiche e ambientali delle diverse colture. La carta della VCP potrebbe essere rielaborata considerando altri aspetti quali la PLV, il bilancio economico colturale o le emissioni di carbonio. Vocazione colturale reale (VCR). La vocazione colturale reale (VCR ) classifica il territorio in base alla tipologia colturale estensiva/intensiva, così come si è evoluta nel tempo in relazione a un complesso di fattori fisici, ma soprattutto socioeconomici (caratteristiche pedologiche, climatiche, addetti, strutture, investimenti, conoscenze tecniche, ecc.) che hanno determinato la loro concretizzazione. La VCR è stata determinata in funzione delle tipologie d uso agrario del suolo, tenendo conto dell intensità degli investimenti richiesti da ciascuna coltura. La classificazione del territorio è stata ottenuta rielaborando la carta dell uso del suolo. Le colture orticole, frutticole, la vite e la patata sono state attribuite alla tipologia intensiva mentre alla tipologia estensiva sono state assegnate le colture di mais, soia, frumento, orzo, bietola, prati, legnose, incolto, set-aside, siepi e boschi. 2.6.3 Vocazione colturale in ambiente montano. Come ulteriore esempio si riporta una procedura per determinare la vocazione di ambienti collinari e montani per la coltivazione di piante officinali (Barbaro et al., 2011). Il modello di vocazione colturale per la Gentiana lutea è stato sviluppato sulla base di tre criteri: a. adattamento ambientale e sostenibilità dell attività produttiva (d interesse per il decisore pubblico); b. resa in rizomi e possibilità di coltivazione (d interesse per il coltivatore); c. qualità del prodotto (d interesse preminente per il trasformatore). Per ogni criterio sono stati calcolati dei macroindicatori derivati da indicatori di base ottenuti dalle caratteristiche del territorio. L indice di vocazione colturale per la genziana (Iv) è stato calcolato come media pesata dei macroindicatori, moltiplicata per un indicatore di idoneità del suolo (Iuso): Iv 5 Iuso ? (pn ? Ivn 1 pr ? Ivr 1 pq ? Ivq) dove: Ivn è l indicatore di vocazione naturale; Ivr l indicatore di vocazione agronomicoproduttiva; Ivq l indicatore di vocazione agronomico-qualitativa; pn, pr e pq sono i pesi di importanza dei diversi criteri, ai quali sono stati assegnati i valori di 0,4, 0,2 e 0,4, rispettivamente. Le classi di vocazione colturale (VC ) sono state ottenute classificando l indice continuo Iv, impiegando i valori soglia di 0,2, 0,45, 0,6 e 0,75. Le principali variabili territoriali impiegate per il calcolo degli indicatori sono state quelle derivabili dal modello digitale del terreno (Alt, altitudine; Slope, pendenza; Aspect, esposizione), l uso del suolo (UsoSuolo), la distanza dalle strade (Distrade, calcolata dalla carta di uso del suolo) e infine il dislivello UT-strada più vicina (Disliv). A queste caratteri- C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi