3. Pianificazione territoriale delle aree rurali

C 364 C.3 AGRONOMIA E TERRITORIO - PIANIFICAZIONE E USO DEL TERRITORIO 3. Pianificazione territoriale delle aree rurali Risulta preliminarmente importante fare chiarezza sulle terminologie usate sia nella letteratura specifica sia negli innumerevoli convegni sul tema. Infatti, l uso disinvolto di termini, come urbanistica, pianificazione territoriale, pianificazione socio-economica, programmazione territoriale, programmazione economica, organizzazione del territorio, pianificazione attuativa, strumenti di programmazione, ecc., ha prodotto una notevole confusione non solo tra chi è meno addentro la tematica, ma anche tra gli stessi addetti ai lavori. Se a ciò si aggiunge la continua, diversificata e regionalizzata produzione legislativa sull argomento urbanistico e territoriale che impone ai tecnici un lavoro di aggiornamento burocratico-amministrativo ai limiti della tollerabilità si vede come sia ormai necessario un momento di riflessione e di chiarezza. Quanto sopra valido, credo, per il tema pianificatorio territoriale in generale lo è a maggior ragione per la pianificazione delle aree rurali poiché, in un periodo post-industriale e di attenzione alle tematiche ambientali, è sicuramente sul corretto modo di intendere la gestione delle aree extraurbane, nonché sul rapporto tra aree verdi di tutela e aree produttive primarie, che si gioca il destino dell equilibrio tra sviluppo economico e salvaguardia ambientale. Si è detto prima della frequente confusione nell uso dei termini. Vale quindi la pena di definire perlomeno il significato di quelli che verranno usati nella presente voce, e tra essi, innanzitutto, l urbanistica. In realtà, come acutamente osserva Gabrielli, l Urbanistica è una scienza che tende ancora a una sua definizione. Si caratterizza per il suo oggetto: il territorio (secondo la matrice iniziale, la città); e per la sua finalità: modificare e indirizzare i processi che regolano le trasformazioni della città e del territorio per perseguire obiettivi determinati (di sviluppo e/o di riequilibrio economico-sociale), mediante l adozione di specifiche strategie e di strumenti normativi da parte dell operatore pubblico . Come si vede, nonostante la radice del termine (urbs), l Urbanistica ha per oggetto non solo la città di cui studia le modalità di sviluppo e le leggi di funzionamento, progettandone in tutto o in parte il rinnovamento e la crescita ma il territorio nella sua globalità. Da parte di alcune scuole si tende, peraltro, a operare una distinzione tra i termini urbanistico e territoriale , intendendo: con il primo, tutto ciò che è legato a una normativa puntuale per l edificazione e le strutture connesse; con il secondo, il complesso delle interrelazioni tra i vari settori socio-economici e produttivi che hanno come campo d azione il territorio. Tale distinzione introduce il tema del rapporto tra pianificazione fisica del territorio e pianificazione socio-economica dello stesso. Troppo spesso, infatti, si usa indifferentemente l espressione pianificazione territoriale per indicare l una e l altra cosa; è certamente vero, peraltro, che il processo di pianificazione è un fatto unitario, ma è altrettanto vero che i tempi e i metodi della pianificazione fisica sono assai diversi da quelli della pianificazione socio-economica. Si pensi, al riguardo, che oggi la pianificazione economica tende a darsi obiettivi sul breve e medio periodo, mentre i temi della pianificazione fisica del territorio (si pensi a un infrastruttura di trasporto, a un intervento di bonifica, ecc.) si attuano e hanno effetti assai prolungati nel tempo. La questione che induce a credere a una sorta di dicotomia tra le visioni degli economisti e degli urbanisti è di notevole rilevanza, e al centro del dibattito culturale. Infine, va segnalata la differenza che si è data ai termini agricolo e rurale . Al primo, è stato assegnato un significato più restrittivo, legato direttamente ai temi dell attività produttiva agricola. Al secondo, invece, si è dato un significato più ampio, definendo

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi