3.3 Linee guida di pianificazione

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELLE AREE RURALI C 373 contemporaneamente farsi portatrice delle istanze locali in tema di assetto sociale e produttivo. Non va, poi, dimenticato che il territorio agricolo fa parte di un più generale contesto territoriale, con il quale interagisce in termini di espansioni residenziali urbane, insediamenti secondari e terziari, reti cinematiche, impianti tecnologici, ecc. Ecco, quindi, la necessità di inserire e correlare la problematica rurale nel più ampio contesto della pianificazione territoriale globale. 3.3 Linee guida di pianificazione. Da quanto visto è possibile affermare che, contrariamente a ciò che a volte si sente dire, le aree rurali, più in generale, e il territorio agricolo, in particolare, sono stati oggetto di notevoli interventi di pianificazione territoriale, in un passato anche non recente. Il riferimento, però, era di tipo categoriale, su singoli problemi; in mancanza, pertanto, di un processo organico di pianificazione vi è stata una serie di interventi sostitutivi definiti e gestiti da Enti nati per assolvere funzioni specifiche su temi comunque limitati. Con lo sviluppo economico del dopoguerra, e il passaggio ai settori secondario e terziario di gran parte degli attivi del primario, l equilibrio tra territorio agricolo, attività produttive e residenza si rompe. Da un lato, l urbanizzazione sparsa, la ritirata della campagna, la condanna a marginali o marginalizzate di molte aree un tempo produttive; dall altro, la compromissione degli equilibri ambientali, la disgregazione di un patrimonio di infrastrutture (quali la rete irrigua) costruite con il lavoro e i capitali di secoli. In tale situazione, l attività agraria non solo è compromessa, ma diviene essa stessa, a volte, causa di compromissioni, con gli allevamenti industriali, l uso irrazionale di fitofarmaci e fertilizzanti, l abbandono di molte tipologie colturali, così care agli amanti del paesaggio agrario. Agli inizi degli anni 70 il problema del recupero delle aree agricole si impone, come visto, per due ordini di motivi: economici e ambientali. Le strade che si vogliono percorrere si rifanno a due ottiche contrapposte: l una produttiva, l altra di salvaguardia ambientale. E le produzioni legislative sul tema riflettono puntualmente tale duplicità di visione. Nascono, quindi, una serie di metodologie, spesso più di analisi che di progetto, legate o a una visione del territorio come luogo di attuazione di scelte di tipo economico-sociale prese in ambiti territoriali anche molto lontani o a una visione del territorio come elemento condizionante i possibili utilizzi dello stesso in base a una serie di indicatori di tipo fisico. Si assiste, perciò, nel passaggio della concezione del piano da un quadro di crescita illimitata a uno di governo delle risorse finite, al prevalere, spesso, di una visione ambientale delle problematiche del settore primario. Come uscire, quindi, da una tale ambiguità? Come superare le contrapposizioni tra città e campagna? Come ridurre la forbice tra competitività di mercato e salvaguardia ambientale, come risolvere il problema del rapporto tra piano globale (che quasi sempre manca) e piani di settore (che troppo spesso non si pongono neanche i problemi di correlazione reciproca)? E, se il problema territoriale va risolto nella sua globalità, come attuarlo, poi, in normative urbanistiche che tengano conto delle effettive esigenze del mondo produttivo agricolo? A tali domande, evidentemente, non è possibile rispondere in modo completo e definitivo. però possibile individuare alcune idee guida che possono servire a superare i dualismi visti e a individuare i limiti di equilibrio tra conservazione dell ambiente e modalità di sviluppo produttivo. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi