SEZIONE C

C 374 AGRONOMIA E TERRITORIO - PIANIFICAZIONE E USO DEL TERRITORIO Innanzitutto, va affermato che la prima tutela del territorio agricolo sta nella corretta redazione e gestione degli strumenti urbanistici ai vari livelli di pianificazione relativamente ai contenuti riguardanti le zone del centro edificato e le direttrici di espansione dello stesso. In altri termini, progettare bene la città comporta benefici diretti sull assetto delle aree agricole e rurali; ciò, significa, in particolare: 1. rispettare le funzioni urbanistiche dei vari livelli, facendo sì che i contenuti dei piani comunali discendano da input derivanti dai piani territoriali di coordinamento; 2. puntare in via prioritaria al recupero dell esistente, al fine di limitare le pressioni all espansione dell aggregato urbano; 3. contenere le previsioni di espansione allo stretto necessario e per un arco temporale adeguato, sia per la residenza sia per gli insediamenti secondari e terziari; è, infatti, assai frequente che gli strumenti urbanistici generali comunali contengano eccessi di previsione di nuova popolazione insediabile rispetto alle realtà poi verificatesi. L eccesso di previsione demografica comporta una sovrabbondanza di aree residenziali di espansione, una parziale e causale utilizzazione di tali aree con conseguente compromissione dell uso agricolo del suolo; parimenti, gli eccessi di previsione per insediamenti industriali e terziari sono da imputare sia a megalomanie anche in malafede di tipo produttivo sia alla convinzione purtroppo sbagliata che la previsione di aree produttive sia condizione sufficiente a provocare il reale insediamento delle unità produttive stesse; 4. osservare densità insediative sufficientemente elevate; l utilizzo di densità territoriali (e cioè indici di fabbricabilità territoriali nelle aree di espansione residenziale) troppo basse comporta l occupazione per l edilizia di estensioni territoriali più vaste del necessario, con conseguente sottrazione di spazio per l agricoltura; ciò si verifica, frequentemente, per un malinteso senso di conservazione delle tipologie urbanistiche locali, come è il caso delle aree dell Alto Milanese, del Comasco, del Varesotto, ecc., dove si è sviluppata una tipologia edilizia sparsa, molto diffusa, a bassa densità; 5. limitare le turbative sull esercizio dell attività agricola prodotte da impianti urbanistici (quali le infrastrutture cinematiche e tecnologiche) con lo studio di localizzazioni e tracciati opportuni, evitando il prodursi di effetti barriera al regolare funzionamento delle aziende agricole, con le conseguenti limitazioni all accesso e all attività nei vari corpi aziendali e gli inevitabili perditempi e costi aggiuntivi. Con riferimento, invece, ai problemi di pianificazione territoriale interni alle zone rurali, si tratta di: preservarle da compromissioni derivanti da edificazione incontrollata per fini diversi da quello produttivo agricolo; incentivarne le potenzialità produttive agricole, insieme con il miglioramento degli assetti civili delle popolazioni rurali. Si è visto, al riguardo, che l azione del legislatore è stata più di vincolo che di indirizzo, mentre il problema risiede nel trovare un azione di governo del territorio che si muova nell equilibrio tra esigenze naturalistico-ambientali e necessità produttive agricole. Se è vero, infatti, che ogni territorio ha una sua particolare vocazione naturale per certi tipi di usi del suolo (con riferimento a una serie di indicatori di tipo fisico), è anche vero che ogni ambito territoriale ha una sua particolare vocazione tipologica , con riferimento a una serie di indicatori di tipo storico-antropico e produttivo. Ogni ambito territoriale è caratterizzato, infatti, da complesse interazioni e da una sua identità storica, etnica, residenziale e produttiva che si concretizzano in definite tipologie

SEZIONE C
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AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi