SEZIONE C

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE DELLE AREE RURALI C 375 territoriali. L individuazione di queste tipologie territoriali può essere il momento di sintesi per superare le dicotomie tra le diverse visioni e per costituire la base per l intervento sul territorio, anche a livello di norme operative. Si pensi, a titolo di esempio, al caso dell area metropolitana milanese, dove tra la zona Nord e la zona Sud vi sono tipologie territoriali assai differenziate: i suoli, nel settore Nord, sono da sempre scarsamente votati all agricoltura mentre quelli dei settori Sud lo sono in maniera decisa, configurandosi fra le zone irrigue di maggiore interesse produttivo in Italia. Purtuttavia, molti interventi infrastrutturali sembrano privilegiare le direttrici Sud in quanto a localizzazioni per servizi di interesse metropolitano-regionale, insediamenti industriali e artigianali, centri commerciali all ingrosso, ecc., con tutte le pesanti aspettative di insediabilità, anche residenziale, che tali localizzazioni comportano, in omaggio, forse, a modelli di sviluppo radiocentrico ormai da abbandonare. Se quanto esposto è vero, le domande allora sono: qual è il livello di piano nel quale individuare tali tipologie, e quale il riferimento preciso con le problematiche agricole? Per le ragioni esposte, si ritiene che il livello di definizione di tali tipologie territoriali non possa essere che quello intermedio, dove i temi dell attività agraria trovano la più completa espressione pur rimanendo ancorati al loro riferimento d area. in tale ambito, infatti, che si attuano le conseguenze delle scelte di politica agraria a livello regionale e nazionale, dove interagiscono con le caratteristiche peculiari dell area e, in ultima analisi, con le tipologie territoriali presenti. quindi possibile, a tale livello di piano, definire (specie per le attività agrarie, ma sempre inserite in un quadro di pianificazione globale, e non solo di settore) le tipologie produttive che si vogliono sviluppare. Tali tipologie, congruenti con il contesto territoriale all intorno, comportano l individuazione di idee guida per un certo assetto territoriale che tiene conto anche della residenza e delle infrastrutture (tecnologiche, energetiche, ecc.) connesse. In tale quadro di pianificazione territoriale è poi possibile passare alla fase di messa a punto di normative urbanistiche specifiche, legate alle tipologie individuate. cioè possibile, al fine di esemplificare il discorso, definire a livello di piano di settore agricolo le effettive esigenze di volumi edilizi per le abitazioni e gli edifici strumentali, legati a modelli aziendali dinamici e di indirizzo, che hanno il valore di normativa quadro per i piani di livello inferiore. In tal modo, è possibile rispondere alla domanda del quanto edificare nelle zone agricole. Al livello comunale è, poi, demandata la funzione di localizzazione, in modo normato e puntuale, delle scelte territoriali determinate al livello precedente. Si tratta, in tal senso, di rispondere al quesito di dove edificare per uso agricolo. Anche in questo caso, le ricerche sperimentali hanno conseguito interessanti risultati, a livello sia di modelli spaziali insediativi, sia a livello di criteri per la definizione delle zone di maggiore o minore pregio agronomico (zone agricole ordinarie, speciali, ecc.). In tale contesto, l attività agraria può essere considerata, allora, come un sistema di fabbrica particolarmente esteso sul territorio che può essere trattato, alla stregua degli altri settori produttivi, anche con l aiuto di strumenti di piano a livello di Piani di Insediamento Produttivo (PIP). Importante, però, è non ridurre le tematiche agrarie solo al contesto dei piani di settore, vedendo invece il primario come una delle componenti del problema delle aree verdi nel territorio. Da ultimo, ma non certo in ordine di importanza, va sottolineato un aspetto troppe volte trascurato: la gestione della pianificazione territoriale. Se veramente si vuole gestire in modo corretto il territorio non bastano buone leggi (che mancano), ricerche avanzate e valide metodologie; è soprattutto necessario un apparato posto in grado di digerire le continue norme, di farle proprie e di applicarle senza inutili rigori burocratici, ma con serietà e intelligenza. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi