2.7 Lavorazioni e risposta produttiva delle colture

C 38 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE Un compromesso tra non lavorazione e minima lavorazione è offerto dalla tecnica di strip-tillage che prevede la lavorazione (minima) di fasce più o meno ampie di terreno (di larghezza variabile tra 5 e i 25 cm per una profondità di 5-15 cm), al centro delle quali corre la fila di semina; la restante superficie (interfila) rimane completamente non lavorata. In genere la lavorazione delle bande è affidata a multifrese a valle, delle quali si trovano gli organi seminatori. 2.7 Lavorazioni e risposta produttiva delle colture. Visti gli effetti prodotti dalle diverse tecniche di lavorazione sulle caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche del terreno e sull entità della flora infestante, è evidente che la risposta delle colture agrarie a queste modificazioni, e quindi alle diverse tecniche di lavorazione, risulterà differente in relazione alle loro caratteristiche bio-morfologiche, alle specifiche esigenze (di umidità, di temperatura, edafiche e nutrizionali) e alla possibilità di impiegare efficaci erbicidi per il controllo della flora infestante. In genere, la risposta produttiva delle colture, al variare delle tecniche di lavorazione del terreno, è comunque diversa in funzione soprattutto del tipo di terreno e dell andamento climatico considerati. Di seguito saranno brevemente descritte le risposte produttive delle principali specie erbacee coltivate nel nostro Paese al variare della tecnica di lavorazione. Il confronto tra tecniche vede l aratura come termine di riferimento in virtù della sua diffusione, ma soprattutto della costante ed elevata produttività che essa è stata da sempre in grado di determinare su gran parte delle colture agrarie. a. Cereali autunno-vernini. Queste colture sembrano adattarsi molto bene a tecniche di lavorazione semplificate quali la discissura, la minima lavorazione e la non-lavorazione. Tale prerogativa dipende in buona parte da: 1. il ciclo biologico di queste colture, che si svolge in periodi dell anno durante i quali la piovosità riduce i problemi di stress idrico e mantiene il terreno in condizioni di umidità tali, da contenere le difficoltà che le radici delle piante possono incontrare nell approfondirsi in terreni sodi, caratterizzati da elevata resistenza alla penetrazione; 2. la conformazione del loro apparato radicale, fascicolato e in grado di approfondirsi utilizzando anche porosità di ridotte dimensioni; 3. la disponibilità di numerosi principi attivi in grado di contenere gran parte delle malerbe tipiche di queste specie. Rispetto all aratura, l applicazione di queste tecniche semplificate potrebbe non inficiare la produttività dei cereali a paglia, purché si realizzi un ottimo controllo della flora infestante e si operi in un contesto colturale capace di garantire una adeguata regimazione delle acque in eccesso. La possibilità di raggiungere con queste tecniche livelli produttivi confrontabili con quelli ottenibili con l aratura è stato ben evidenziato in ambienti e/o in annate particolarmente siccitose, durante il periodo di riempimento delle cariossidi e in terreni con una buona percentuale di argilla. b. Colture da rinnovo. Le principali colture da rinnovo a ciclo estivo si sono sempre avvantaggiate di arature eseguite a profondità superiore rispetto a quelle destinate alle altre specie in rotazione. La tendenza ad adottare, per queste specie, arature medie o profonde deriva dalla capacità di queste ultime di minimizzare lo stress idrico durante l estate (grazie al migliore immagazzinamento delle piogge autunnali e primaverili nel terreno e al buon approfondimento dell apparato radicale connesso alla ridotta resistenza alla penetrazione opposta dal terreno stesso alle radici durante il loro sviluppo), di contenere efficacemente la flora infestante e di consentire l interramento dei concimi (organici in particolare).

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi