SEZIONE C

LAVORAZIONI DEL TERRENO C 39 Il passaggio a tecniche alternative all aratura, che garantiscono comunque un adeguato dirompimento della massa terrosa in profondità senza formazione di strati compatti sottosuperficiali (come la discissura), non sembra provocare alle colture da rinnovo problemi tali da ripercuotersi sulla loro capacità produttiva, a eccezione di una potenziale maggiore presenza di piante infestanti e di una maggiore difficoltà a interrare apprezzabili quantità di letame o altri concimi organici. Problemi più complessi potrebbero invece incontrarsi nella sostituzione dell aratura con tecniche decisamente semplificate, come la lavorazione minima o la non lavorazione del terreno. Le probabili riduzioni di resa delle colture da rinnovo, che potrebbero verificarsi a seguito dell impiego di queste tecniche, sono riconducibili ad alcune modificazioni del sistema colturale che singolarmente, o nel loro insieme, non consentono alle colture da rinnovo di esprimere a pieno le proprie capacità produttive. Tra queste si deve ricordare in primo luogo la minore disponibilità idrica per le colture seminate su terreno non lavorato; infatti, negli ambienti tipici di coltivazione di queste specie, difficilmente nel nostro Paese si raggiungono quelle condizioni di stress idrico oltre le quali la lavorazione minima e la non lavorazione risultano in grado di conservare più a lungo la scarsa umidità del terreno. L irrigazione delle colture da rinnovo (mais in particolare) potrebbe quindi attenuare questo problema e realizzare soddisfacenti livelli produttivi anche con queste tecniche molto semplificate di lavorazione (fatto salvo un ottimo controllo della flora infestante). Atri aspetti non trascurabili, connessi alla mancata lavorazione del terreno nello strato maggiormente interessato dall apparato radicale (primi 30 cm di profondità), sono rappresentati dalla maggiore densità apparente del terreno in questo strato, dalla sua superiore resistenza alla penetrazione e nei casi peggiori anche dalla presenza di suole di lavorazione molto superficiali (tra 5 e 15 cm). Queste alterazioni dell ambiente edafico potrebbero limitare lo sviluppo e l approfondimento delle radici delle specie da rinnovo (che in genere si presentano con diametri mediamente superiori a quelle dei cereali invernali); sotto questo aspetto risulterebbero particolarmente penalizzate quelle specie dotate di robusti fittoni come la barbabietola da zucchero e il girasole. L impiego della semina su terreno non lavorato, o lavorato molto superficialmente, comporta inoltre il rischio della diffusione di specie infestanti di difficile controllo chimico e una possibile maggiore predazione dei semi in fase di germinazione, con conseguente minore investimento. Se per le colture da rinnovo a semina primaverile la lavorazione minima e la non lavorazione possono spesso non rappresentare la scelta tecnica ottimale (almeno dal punto di vista produttivo), per le stesse specie a semina estiva (colture di 2° raccolto) queste tecniche di lavorazione del terreno rappresentano sicuramente la soluzione migliore sia dal punto di vista produttivo che economico. Esse, infatti, garantiscono un apprezzabile riduzione dei costi mantenendo in ogni caso un livello produttivo paragonabile a quello ottenibile con l aratura. Talvolta, grazie alla maggiore tempestività di intervento tipica di queste tecniche semplificate, alla conservazione dell umidità presente nel terreno e al mantenimento di uno strato di paglia ad azione pacciamante sulla superficie del terreno, le colture a ciclo estivo in semina estiva possono raggiungere rese superiori a quelle ottenibili con la tecnica di riferimento. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi