3.2 Stima del fabbisogno irriguo stagionale e di punta

IRRIGAZIONE C 41 Sotto il profilo gestionale, l irrigazione può essere autonoma (individuale) o collettiva. Nel primo caso l azienda dispone di acqua propria oppure ha la possibilità di derivarla liberamente da una fonte di approvvigionamento (fiume o canale) e impiegarla come e quando lo ritiene opportuno. Nel secondo caso la gestione dell irrigazione avviene invece attraverso un organismo consortile che regola la distribuzione dell acqua agli utenti, generalmente utilizzando canali a pelo libero, in quantità prestabilite a turno (irrigazione turnata) oppure in condotte tubate sotto pressione lasciando all utente la libertà di derivarla nei limiti di una portata prefissata (sistema alla domanda). Oltre a queste modalità, nella pratica esistono anche altre numerose soluzioni intermedie. 3.2 Stima del fabbisogno irriguo stagionale e di punta. Il fabbisogno di acqua irrigua e la dotazione idrica di punta delle colture vengono generalmente stimati mediante l applicazione del bilancio idrico o attraverso la sperimentazione irrigua. 3.2.1 Applicazione del bilancio idrico. L applicazione del bilancio idrico richiede la misura o valutazione di tutti i parametri che entrano nell equazione dello stesso: (I 5 ET 2 N 1 Pr 6 D ) dove: I 5 quantità di acqua irrigua relativa al periodo considerato; ET 5 evapotraspirazione delle colture; N 5 apporti idrici naturali; Pr 5 perdite di acqua per ruscellamento superficiale e percolazione in profondità; D 5 variazioni positive o negative dell umidità del terreno e della vegetazione nel corso del periodo considerato. I parametri del bilancio idrico devono essere accuratamente valutati zona per zona in relazione alle colture e alle scale temporali prescelte. Un notevole contributo alla loro valutazione viene assicurato negli ultimi anni in Italia dai servizi agro meteorologici regionali. Per la stima dell evapotraspirazione delle colture si utilizzano generalmente alcuni metodi di correlazione climatica, come il metodo Penman Monteith, modificato FAO, o il metodo Blaney Criddle, modificato FAO. Tali metodi permettono di stimare l evapotraspirazione di riferimento (ET0) e successivamente, mediante applicazione di opportuni coefficienti colturali (Kc), di valutare l evapotraspirazione massima delle colture (ETmc). Per individuare il fabbisogno irriguo cui corrispondono le migliori prestazioni produttive (attraverso il soddisfacimento dell evapotraspirazione massima agronomica delle colture o ETmac), è necessario impiegare coefficienti riduttivi dell evapotraspirazione massima (Kda), tali da garantire allo stesso tempo la massima efficienza d uso dell acqua e il maggior risparmio idrico Gli apporti idrici naturali (N ) sono principalmente rappresentati dalle idrometeore e dai contributi delle falde freatiche. Le prime costituiscono la fonte principale di acqua destinata alle colture; occorre infatti distinguere la quota di pioggia utile dalla quota rappresentata dalle perdite di acqua per percolazione e ruscellamento. Le falde freatiche possono concorrere al rifornimento idrico in relazione alla profondità delle stesse e degli apparati radicali delle colture e alle caratteristiche idrologiche dei terreni. Il loro apporto di acqua è tanto più elevato quanto più esse sono vicine alla superficie e quanto più elevata è la velocità di risalita capillare. Nella maggioranza dei casi le piante presentano una maggiore difficoltà di assorbimento dell acqua dalle falde durante il periodo estivo, per la superiore intensità dei consumi idrici, per la minore conducibilità idrica dei terreni insaturi e per la maggiore profondità delle falde stesse. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi