3.2.2 Sperimentazione parcellare

C 42 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE La loro profondità ottimale, ai fini dell assorbimento idrico, può variare da 0,5 a 0,7 m, per le colture orticole e i prati e per i terreni sabbiosi, a 0,8 0,9 m, per i cereali e i terreni a grana media e argillosi, e a 1,0 1,5 m per la bietola, la medica e i fruttiferi. In assenza di falde freatiche superficiali, un certo apporto idrico può derivare direttamente anche dalla risalita di acqua immagazzinata negli strati più profondi (Tab. 1.1). Il contributo delle riserve idriche del terreno, nello strato interessato dagli apparati radicali (1D ), è maggiore per le colture a ciclo primaverile estivo, che si avvalgono di un buon accumulo invernale di acqua nel terreno, e per i suoli a tessitura più fine tipici delle basse pianure alluvionali. Negli ambienti italiani tale contributo tende a esaurirsi con l approssimarsi dell estate (giugno luglio) al punto che eventuali colture a semina estiva, poste in successione, richiedono un apporto irriguo iniziale per la ricostituzione delle riserve idriche utilizzate (2D ). Quando l evapotraspirazione supera la quantità di pioggia utile accumulata nel terreno nella zona degli apparati radicali (N 2 Pr), accresciuta dai contributi della riserva idrica (D ) e da eventuali altri apporti ipogei, è necessario irrigare con un volume di irrigazione (V ) pari a ET 2 (N 2 Pr ) 6 D. 3.2.2 Sperimentazione parcellare. Il fabbisogno irriguo può essere stimato anche attraverso un attività di ricerca e sperimentazione avente come obiettivo la valutazione del volume stagionale di irrigazione e l individuazione della risposta produttiva e qualitativa delle colture all irrigazione, in relazione anche alle loro esigenze fisiologiche, vegetative e produttive. Questa problematica sarà ripresa e illustrata di seguito (Fig. 1.15). TAB. 1.1 Assorbimento di acqua da parte di alcune colture erbacee, a diversa profondità e in diverso stadio di sviluppo, in terreno medio-limoso con umidità compresa fra 75 e 90% dell Adm* Periodo (giorni dalla emergenza) Mais (classe 600) Medica (1° anno) 0-30 30-60 60-raccolta stagionale 81 49 33 44 100 58 33 36 0-30 30-60 60-raccolta stagionale 19 38 34 32 0 42 33 34 0-30 30-60 60-raccolta stagionale 0 13 33 24 Sorgo gran. (medio prec.) Soia (gruppo I) Patata Pomodoro 92 67 43 49 97 80 48 58 100 8 22 31 29 3 20 29 25 0 18 30 30 0 11 26 22 0 0 23 17 0 1 27 26 Profondità da 0 a 30 cm 97 60 39 51 81 43 44 Profondità da 30 a 60 cm 3 28 33 29 Profondità superiore a 60 cm 0 0 34 30 0 12 28 20 * Valori espressi in % del consumo globale osservato in ciascun periodo (da Giardini e Giovanardi).

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi