3.3.1 Curve di risposta

C 44 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE 3.3.1 Curve di risposta. Le curve di risposta produttiva all irrigazione si caratterizzano per un andamento generalmente sigmoidale, indicante una variazione della produttività inizialmente crescente e poi decrescente in relazione al volume stagionale di adacquamento (V ). La risposta delle colture, e quindi la loro resa (R ), può essere però influenzata anche da altre variabili, come la lunghezza della stagione irrigua e il metodo irriguo, ma non in misura molto rilevante. Escludendo i casi in cui le perdite di acqua per ruscellamento e percolazione sono molto elevati, la variazione delle rese produttive (R ) in funzione del volume di irrigazione (V ) segue la legge espressa sinteticamente con la funzione: R 5 f (V ) c, s, m, a, i, dove i simboli posti fuori parentesi indicano gli altri fattori che sono in grado di influenzare i risultati, come la coltura (c), le caratteristiche del suolo (s), l andamento meteorologico (m), gli interventi agronomici (a) e altri aspetti caratteristici dell irrigazione (i ). Il significato pratico della curva aumenta se si ripete per più volte la sperimentazione, per tener conto anche degli altri fattori in grado di influenzare il risultato. Si considera alla fine una curva media di risposta con i relativi limiti fiduciali (Fig. 1.16). Gli elevati costi della sperimentazione scoraggiano l approccio alla stima del fabbisogno irriguo che è utilizzata quasi esclusivamente ai fini della verifica e della calibrazione dei modelli matematici molto più utilizzati. Per quanto concerne la scelta di questi ultimi, oltre ai comuni modelli matematico statistici, una particolare attenzione è stata sempre riservata dagli agronomi al modello Mitscherlich (versione modificata da Giardini Borin), per il significato agronomico che assumono i suoi parametri che lo rendono adatto a una interpretazione più efficace dei risultati ottenuti. R Vn R0 V0 Rn / Vn . Rmax / Vto Rn Rmax Vto V FIG. 1.16 Esempio di curva rese/volumi stagionali di acqua irrigua . 3.3.2 Coefficienti di risposta. In alternativa all utilizzazione delle suddette curve di risposta, per valutare il volume stagionale di irrigazione possono essere utilizzati, come è suggerito dagli studiosi della FAO (Dorenboos e Kassam, 1986), i coefficienti di risposta delle colture alle variazioni di disponibilità idrica del terreno (Ky). Essi indicano il rapporto tra il decremento (1 R ) delle rese e il decremento (1 ET ) dell evapotraspirazione: Ky 5 (1 R )/(1 ET ). Tali rapporti possono essere utili anche a livello previsionale per la stima dei fabbisogni irrigui e per la previsione delle rese ottenibili in condizioni di carenza idrica.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi