3.4 Variabili irrigue

IRRIGAZIONE C 45 bene notare che, operando con i valori medi dell intero ciclo colturale, non è possibile tenere conto della diversa sensibilità delle colture agli stress idrici nelle varie fasi fenologiche, mentre l uso dei Ky valutati per singole fasi può rappresentare un ottimo approccio metodologico (Fig. 1.17). (1-ETec/ETmc) deficit relativo di ET 1,0 0,5 (1-ETec/ETmc) deficit relativo di ET 1,0 0,0 Ky,1 I 0,5 II III Ky.1 IV 0,5 0,0 b Ky,1 4 1 0,5 3 2 C 0,0 Ky.1 1,0 Decremento relativo di resa (1-Re/Rm) a Decremento relativo di resa (1-Re/Rm) 0,0 1,0 FIG. 1.17 Relazione fra deficit relativo di evapotraspirazione e decremento relativo di resa per vari gruppi di coltura (a) (I: barbabietola, medica; II: agrumi, barbabietola, cavoli, cotone, frumento, girasole, medica, soia, sorgo, tabacco, vite; III: agrumi, cipolla, cocomero, fagiolo, frumento, patata, peperone, pisello, pomodoro; IV: mais) e per diversi stadi di sviluppo (b) (1: accrescimento; 2: fioritura; 3: formazione prodotto; 4: maturazione) (Doorenbos e Kassam). 3.4 Variabili irrigue. La pratica irrigua si estrinseca attraverso la scelta delle variabili irrigue di seguito indicate. a. Volume stagionale di irrigazione (V ): rappresenta il quantitativo di acqua irrigua, riferito ad ogni singola coltura o all intera azienda, impiegato durante la stagione, espresso in mm o in m3/ha. Il calcolo dovrà tener conto, come è meglio specificato di seguito, delle perdite di distribuzione all interno dell azienda e durante l irrigazione (efficienza di distribuzione). b. Durata della stagione irrigua (S ): indica l intervallo di tempo tra la prima e l ultima adacquata. c. Volume specifico di adacquamento (v): corrisponde al quantitativo di acqua espresso in mm o m3/ha distribuito per ogni intervento irriguo e tale da riportare alla capacità di campo (CC ) lo strato di terreno più interessato alle radici delle piante. Per il calcolo di v (m3/ha), si dovrà tenere conto della capacità di campo (CC ) e del coefficiente di avvizzimento (CA ), espressi in percentuale del peso secco, della profondità del terreno da bagnare in relazione allo sviluppo dell apparato radicale della pianta (h), espressa in metri, della massa volumica apparente del terreno ( pa ) e dell umidità dello stesso al momento dell intervento irriguo (u ) o della percentuale di acqua facilmente utilizzabile (% Ad): v 5 h ? pa ? (c 2 u) 10.000/100 5 h ? pa (c 2 u) ? 100

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi