3.6.2 Esame dello stato idrico della coltura

C 48 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE circa 21,5 MPa, ma sarebbe un errore aspettare tale limite per eseguire l adacquata. Per gran parte delle colture di pieno campo (es. cereali, bietole, girasole) è buona norma eseguire l intervento quando il potenziale matriciale alla profondità di 15 25 cm raggiunge circa 20,1 Mpa. In altri termini, l intervento irriguo dovrà essere effettuato non appena è esaurita l acqua facilmente utilizzabile che, in media, è pari a circa il 50% dell acqua disponibile. Per piante molto giovani e per colture orticole o con scarso sviluppo radicale, è necessario intervenire molto prima, con potenziali matriciali variabili da 20,05 a 20,07 MPa e acqua disponibile compresa tra il 60% e il 70% dell acqua disponibile massima. Nei terreni salini è necessario tenere conto anche del potenziale osmotico. 3.6.2 Esame dello stato idrico della coltura. una misura più complessa della precedente che per ora è utilizzata soprattutto per la ricerca. Alcuni metodi propongono di valutare lo stato idrico mediante l esame del grado di apertura degli stomi, che si chiudono quando la pianta soffre la siccità. La determinazione può essere eseguita con maggiore precisione utilizzando porometri che misurano la permeabilità fogliare a un flusso d aria oppure rilevano la resistenza stomatica alla diffusione. In altri casi viene misurato il potenziale idrico fogliare mediante l uso di camere di pressione o di psicrometri a termocoppia. Un altro sistema è quello di individuare la differenza di temperatura relativa all apparato fogliare e quella relativa all ambiente circostante: tanto minore è la differenza, quanto inferiore è la traspirazione (il processo traspirativo è endotermico e abbassa la temperatura). Una volta tarati i vari metodi, è possibile stabilire le soglie oltre le quali è opportuno irrigare. 3.6.3 Applicazione del bilancio idrico giornaliero. In base a questo metodo, occorre intervenire con l irrigazione ogni qualvolta la coltura ha consumato una certa frazione delle riserve idriche del terreno (RFU ), senza che ciò comporti una riduzione della resa produttiva. Il metodo è basato sul continuo aggiornamento del bilancio idrico che consente di valutare le variazioni delle riserve idriche del suolo in relazione ai consumi per evapotraspirazione e agli apporti idrici naturali. Per la compilazione del bilancio idrico giornaliero occorre valutare l ET giornaliera, gli apporti idrici naturali al netto delle perdite (PU ) e tenere conto della ritenuta idrica dei terreni (RU ). Per quanto riguarda i valori di ET è opportuno fare riferimento ai metodi di stima già illustrati in precedenza. Per quanto riguarda la RU è opportuno rilevare che il suo valore varia molto in relazione al tipo di terreno, alla profondità degli apparati radicali e all umidità del suolo. Il suo valore massimo (RUm) si verifica quando il terreno si trova alla capacità di campo. Con il diminuire dell umidità del terreno, l acqua è più fortemente trattenuta e, oltre a certi limiti, la coltura è costretta a ridurre i consumi attraverso la chiusura degli stomi, riducendo la crescita. La prima frazione della riserva idrica del suolo viene indicata con la sigla RFU (riserva facilmente utilizzabile); RFUm è il suo valore massimo, con terreno alla CC. Sotto il profilo agronomico, il momento ottimale per l intervento irriguo coincide con il momento in cui il potenziale matriciale raggiunge un limite critico (LC ) in corrispondenza del quale si verifica la chiusura degli stomi, coincidente con l esaurimento della RFU. Finché non è interamente consumata la RFU, il consumo idrico corrisponde all evapotraspirazione massima della coltura (ETmc).

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi