3.7 Metodi di irrigazione

IRRIGAZIONE C 49 La stima della RFUm costituisce dunque un aspetto importante del problema. Per le colture che esigono tensioni molto basse dell acqua (circa 0,5 bar), il suo valore è pari a 0,3 0,4 RUm ; per quelle meno esigenti (circa 2 3 bar) il valore della RFUm è pari a 0,6 0,7 RUm. Va tenuto ancora presente che gli apparati radicali esplorano profondità diverse in relazione alla specie, alla fase fenologica e al tipo di terreno. Normalmente l assorbimento idrico più consistente avviene nello strato agrario più superficiale (primi 30 40 cm di terreno) e solo quando si esauriscono le sue riserve idriche le piante attingono abbondantemente anche dalla zona sottostante (40 100 cm). I più recenti modelli di valutazione del bilancio idrico considerano separatamente i ruoli dei due strati di terreno sopra descritti. L applicazione del bilancio idrico giornaliero si complica quando esistono anche apporti idrici da falda durante il ciclo colturale in grado di influenzare sensibilmente i risultati. La ricerca, finalizzata a superare i limiti che caratterizzano i singoli criteri di valutazione, propone il ricorso a un approccio integrato per stabilire il momento dell intervento irriguo che tenga conto anche di tutte le osservazioni (quelle sommarie dell agricoltore e quelle basate sull utilizzazione di strumenti che rilevano lo stato idrico del terreno, della coltura e dell atmosfera) e dell andamento pluviometrico. Nell irrigazione a carattere individuale e in quella collettiva alla domanda, il turno possiede un ampiezza variabile a seconda della reale necessità dell intervento irriguo. Nell ambito dell irrigazione collettiva con turni fissi all agricoltore viene concessa l acqua secondo un programma prestabilito (quadro orario) e quindi le sue possibilità di scelta sono limitate, per esempio nell ambito delle diverse colture presenti nell azienda. In sede di progettazione comprensoriale, si dovranno ovviamente tenere presenti le esigenze colturali e quelle collettive. Anche in questo caso l esperienza acquisita in altri comprensori irrigui potrà riuscire molto utile al progettista. La scelta del momento di intervento irriguo diventa particolarmente importante quando la coltura sta attraversando il cosiddetto periodo critico per l acqua. Il periodo critico (p.c.) è la fase del ciclo colturale di massima sensibilità della pianta alla disponibilità idrica del terreno in termini produttivi e qualitativi. II p.c. può essere originato da motivi di ordine agronomico (es. attecchimento di piantine trapiantate, necessità di nascite regolari) o biologico (uno stress che si verifichi durante la fecondazione) o parassitario. Per le piante erbacee a fioritura contemporanea (es. mais, sorgo) il p.c. per l acqua coincide all incirca con l emissione delle infiorescenze che è concentrata spesso in un intervallo molto limitato; per le colture arboree il p.c. è in genere coincidente con la fase di massimo accrescimento dei frutti. Per altre specie (es. orticole con fioritura scalare), non è possibile parlare di un limitato p.c. della coltura. Per altre colture in cui il prodotto utile è una parte vegetativa della pianta, spesso non si può parlare di un vero e proprio p.c. anche se, ovviamente, una carenza idrica ha effetti maggiori nei momenti di massima crescita. La diversa sensibilità delle specie coltivate alla siccità nel corso del ciclo colturale deve essere sempre tenuta presente dall agricoltore, specie se è indotto a ritardare di qualche giorno l intervento irriguo nella speranza che nel frattempo piova. 3.7 Metodi di irrigazione. I metodi di somministrazione dell acqua alle colture possono essere classificati nelle seguenti due categorie: 1. per espansione superficiale dell acqua o gravimetrici (sommersione, scorrimento, infiltrazione laterale, subirrigazione freatica); 2. distribuzione dell acqua sotto pressione (aspersione, microportata di erogazione, subirrigazione capillare). C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi