3.7.4 Irrigazione localizzata in pressione o

AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE Area coltivata C 54 0,6-1 m a Da solchi 1-3 m b Porche irrigate da canaletti FIG. 1.21 Irrigazione per infiltrazione laterale da solchi (a); da porche irrigate da canaletti (b). sia adatta anche all impiego delle macchine operatrici (es. una o due volte la larghezza della seminatrice). La meccanica dell irrigazione è molto semplice: un adacquatrice o un sifoncino o un tubo opportunamente forato portano l acqua alla testata dell appezzamento, sul quale scorre e viene interrotto il flusso liquido quando è stato effettuato un percorso pari a circa 5/6 della lunghezza del solco. L infiltrazione laterale da solchi si caratterizza per una elevata flessibilità in quanto richiede corpi d acqua relativamente piccoli (da 2 3 a 10 15 L/sec) e consente di dosare l acqua (volume di adacquamento di 50 60 mm) con perdite piuttosto contenute (efficienza di irrigazione fra 55 e 75% in relazione alla lunghezza del solco) (Fig. 1.22). 3.7.4 Irrigazione localizzata in pressione o microirrigazione. Rappresenta una delle proposte più recenti della tecnica irrigua in quanto permette di bagnare solo una parte del suolo coltivato, utilizzando elementi distributori inseriti in tubazioni (normalmente in materia plastica) poste sulla superficie del suolo, parallelamente alle file delle piante da irrigare, oppure sospese a una certa altezza da terra o interrate. Le soluzioni più frequentemente adottate sono le seguenti. Irrigazione a goccia. L acqua è trasportata in tubi a pressione molto bassa (0,5 3 bar) dai quali esce attraverso gocciolatori aventi una portata modestissima (2 8 L/h), la cui densità è tale da non superare generalmente i 3 mm di erogazione oraria; in tal modo, per fornire una sufficiente quantità di acqua alle piante, è necessario prolungare molto l orario di distribuzione. L irrigazione a goccia (partita da Israele e dalla California) ha ormai superato la fase iniziale di studio e ha trovato applicazioni consistenti in varie parti del mondo, soprattutto in ambienti caldo aridi con modeste disponibilità idriche. I vantaggi riconosciuti a questo sistema sono numerosi: 1. risparmio di acqua, soprattutto per riduzione delle perdite per evaporazione; 2. limitazione dei fenomeni erosivi e di costipamento, legati all intervento irriguo;

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi