SEZIONE C

C 58 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE Getto Irrigatore Motopompa Condotta principale Can alet ta FIG. 1.25 Impianto di irrigazione semifisso con ali piovane mobili portairrigatori che vengono spostate di volta in volta sugli appezzamenti da irrigare. il lato maggiore dell appezzamento, fiancheggiato da un canale irriguo o dalla stessa scolina con funzione di adacquatrice nella quale sia stata immessa l acqua. In tal caso si utilizzano irrigatori a lunga gittata e a elevata intensità di pioggia, che possono danneggiare la vegetazione e il terreno. Talvolta l agricoltore preferisce lasciare le tubazioni di un impianto mobile sullo stesso appezzamento per l intera stagione irrigua trasformandolo in un impianto stanziale. Impianti di irrigazione semifissi. Sono caratterizzati da una rete di tubi fissi che porta l acqua alle testate degli appezzamenti, ai quali sono collegate le ali piovane mobili portairrigatori che vengono spostate di volta in volta sugli appezzamenti da irrigare (Fig. 1.25). Altri criteri di classificazione degli impianti possono essere basati sui seguenti parametri: a. pressione di funzionamento all irrigatore (bassa, inferiore a 3 bar; media, da 3 a 5 bar; alta, da 5 a 7 o più bar); b. intensità oraria di pioggia (p. lenta, da 1 a 5 mm/h; p. media, 5 7 mm/h; p. intensa, oltre 10 mm/h); c. lunghezza della gittata (corta, meno di 20 m; media, da 20 a 40 m; lunga, da 40 a 70 m); d. posizione dell irrigatore (ottenuta variando l altezza da terra e l inclinazione del tubo di lancio al fine di ottenere un getto ad arco teso adatta all irrigazione sottochioma o soprachioma). Gli irrigatori possono essere di varia concezione, ma i più comuni sono formati da un tubo di lancio terminante con un boccaglio girevole su un basamento con meccanismi vari e in grado di lanciare un getto d acqua opportunamente frantumato. Ciascun irrigatore può coprire un area circolare (in assenza di vento e con terreno in piano), più o meno ampia a seconda della dimensione del boccaglio e della gittata. In relazione a ciò si distinguono tre categorie di irrigatori: a pioggia lenta, a media gittata e a corta gittata. L uniformità di distribuzione della pioggia è buona per tutte le categorie in assenza di vento ma, in generale, gli impianti a bassa pressione e a corta gittata garantiscono maggiore uniformità e minori inconvenienti, ma costano di più perché richiedono una più ampia dotazione di tubi e irrigatori. Il metodo di irrigazione a pioggia ha avuto in Italia grande diffusione, soprattutto negli anni 50 e 60 del secolo scorso, favorito, almeno in

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AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi