SEZIONE C

IRRIGAZIONE C 59 parte, dal progresso tecnologico (es. tubazioni in materiale leggero, pompe e motori più efficienti, irrigatori adattati ai vari tipi di impiego, ecc.), dall adattamento del metodo alla morfologia del terreno, dalla facilità di dosaggio dell acqua, dalla possibilità di attuare funzioni supplementari (fertirrigazione, difesa antibrina, irrigazione termica, difesa antiparassitaria, ecc.). Con l irrigazione a pioggia si può facilmente intervenire anche per aiutare la germinazione o per favorire l azione degli erbicidi distribuiti sul terreno o per l irrigazione di soccorso. Si possono utilizzare corpi d acqua relativamente modesti (1 20 L/h) e realizzare volumi anche molto bassi (es. 20 30 mm). L intralcio delle attrezzature per l irrigazione è generalmente modesto per il movimento delle macchine aziendali. Rispetto ai metodi a espansione superficiale, l irrigazione a pioggia permette un notevole risparmio di acqua, soprattutto nei terreni sabbiosi e argillosi grazie alle minori perdite durante il suo trasporto, all elevata percolazione nei terreni sabbiosi o crepacciati e allo scorrimento superficiale. L efficienza di distribuzione si aggira mediamente sul 70 80%, ma può arrivare anche al 90% qualora si operi accuratamente e con impianti efficienti (Fig. 1.26). L uniformità di distribuzione dell acqua è in genere elevata, ma può variare molto in relazione allo schema di posizionamento degli irrigatori (es. in quadrato, a triangolo o quinconce), al grado di sovrapposizione delle gittate (0,5 0,7 della gittata), alle caratteristiche dell irrigatore (grado di frantumazione del getto, bagnatura di una superficie circolare o quadrata o per settori, ecc.), al tipo di vegetazione (le foglie possono convogliare l acqua più in certi punti che in altri), alla pendenza del terreno e alla velocità del vento. L irrigazione a pioggia presenta costi piuttosto elevati con grandi variazioni in relazione all incidenza dei costi di impianto, di quelli di esercizio ed energetici. Tuttavia essa, nel complesso, può essere vantaggiosa rispetto ad altri metodi perché è meno esigente in termini di manodopera agricola (è il caso di impianti fissi per le colture di pregio e di impianti mobili automatizzati per le colture erbacce di pieno campo), presenta una maggiore efficienza di distribuzione e minore impatto ambientale e non richiede particolari sistemazioni del terreno. Essa è inoltre utilizzabile per quasi tutte le colture (a eccezione del riso e di qualche pianta orticola). Equidistanza irrigatori r!3 Equidistanza irrigatori r!2 Equidistanza adacquatrici 1,5 r Equidistanza adacquatrici r!2 a Irrigatore Adacquatrice ala piovana Irrigatore Adacquatrice o ala piovana b FIG. 1.26 Postazione delle ali piovane con irrigatori disposti a quadrato ed equidistanti r "2 ........ (a). Postazione delle ali piovane con irrigatori disposti a triangolo equilatero (b). C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi