3.8 Elementi di pianificazione e gestione dell’irrigazione

C 62 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE il terreno a bosco. Con questa soluzione si deve tenere conto della diversa velocità di avanzamento periferica della condotta adeguando le portate e le caratteristiche degli irrigatori per avere una pluviometria uniforme. All estremità della condotta è installato un irrigatore a media gittata, funzionante a settore, per aumentare l area dominata dalla macchina. Il principale limite dello sviluppo della condotta (da 200 a 800 m) è in questo caso rappresentato dal peso della stessa e dalla struttura di sostegno. Per entrambe i sistemi ad ali articolate l attraversamento delle scoline richiede la realizzazione di appositi ponticelli o l adozione di carrelli muniti di quattro ruote poste in linea anziché due. 3.8 Elementi di pianificazione e gestione dell irrigazione. La progettazione irrigua territoriale è un lavoro complesso che richiede competenze diverse e lascia ampio margine alle stime e alle valutazioni probabilistiche. La parte agronomica del lavoro riguarda principalmente la valutazione del fabbisogno irriguo e della risposta delle colture, per poi realizzare la progettazione e fare valutazioni economiche e ambientali delle opere irrigue e dei relativi sistemi colturali. I fabbisogni irrigui e le risposte produttive dipendono molto dalle colture praticate e da quelle praticabili con l introduzione dell irrigazione, oltre che dalle caratteristiche ambientali nelle quali si opera; inoltre sono influenzati dall efficienza della distribuzione dell acqua. Uno studio corretto è possibile solo se si dispone di adeguate conoscenze del territorio e dell agricoltura praticata. Di seguito vengono sintetizzate le principali fasi di lavoro. Dopo aver individuato e delimitato i confini del territorio interessato, si scelgono le scale di lavoro e di rappresentazione, il percorso metodologico, i sistemi di archiviazione e di gestione dei dati e le metodologie di rappresentazione dei risultati. 3.8.1 Studio ed elaborazione dei dati climatici e pedologici. Vengono raccolti i dati di temperatura e di piovosità in serie storica trentennale e di altri fattori climatici disponibili, tra cui la radiazione netta e la velocità del vento, allo scopo di caratterizzare il territorio per quanto riguarda il deficit pluviometrico medio ambientale e la presumibile durata della stagione irrigua. Lo studio del deficit pluviometrico (Etp P ) può anche essere completato in chiave probabilistica, facendo riferimento a una o più colture, compilando il bilancio idrico per ciascuna annata del trentennio in condizioni di diverso apporto idrico da falda (Af ) e di diversa riserva idrica facilmente utilizzabile (RFU ). Si ottengono così informazioni che possono permettere di trasformare il fabbisogno irriguo dell anno con media piovosità in fabbisogni irrigui di annate con diversa piovosità. Vengono inoltre raccolti, classificati e cartografati i principali dati pedologici e orografici capaci di influenzare la richiesta irrigua: pendenza, spessore del terreno, granulometria, sostanza organica, salinità, alcalinità, acidità, idromorfia, caratteristiche idrologiche. 3.8.2 Valutazione dell idoneità dei terreni e individuazione delle aree omogenee. opportuno innanzitutto tenere conto delle caratteristiche pedologiche e idrologiche dell area considerata, oltre che degli aspetti climatici e dei fattori economici e sociali. La valutazione dell idoneità è facilitata da precedenti esperienze effettuate nella zona considerata o in zone simili per caratteristiche pedoclimatiche. I principali parametri climatici da analizzare sono la piovosità, la temperatura, la ventosità e l evapotraspirazione; quelli pedologici sono la morfologia del terreno, la tessitura, la struttura, il pH, la salinità (e in particolare la presenza del sodio), le proprietà idrologiche, la pendenza, la conducibilità idrica, la reazione, la ritenuta idrica, la profondità e

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi