3.8.3 Stima del fabbisogno irriguo aziendale,

IRRIGAZIONE C 63 l erodibilità del terreno. Molte classificazioni pedoclimatiche possono agevolare lo studio agronomico finalizzato alla valutazione della vocazione irrigua, tra le quali quelle proposte dall U.S. Regional Salinity Laboratory di Riverside (California), ritenute adatte anche a terreni anomali per eccesso di salinità o di alcalinità; fra queste alcune (Jennings e Wilson, e Bureau of Reclamation degli USA) permettono anche di fare valutazioni economiche. In relazione alle differenze pedologiche, di profondità della falda ipodermica, di deficit pluviometrico, ecc., si identificheranno le aree aventi differenti capacità di soddisfare le esigenze idriche delle colture e una diversa risposta all irrigazione (aree potenzialmente omogenee), per le quali verrà individuata anche la Superficie Agricola Utilizzata (SAU). Poiché il fabbisogno irriguo, oltre che dipendere dagli aspetti fisici del territorio, è influenzato dalle caratteristiche delle colture presenti, si rende necessario individuare anche le zone agronomicamente omogenee per l irrigazione. 3.8.3 Stima del fabbisogno irriguo aziendale, comprensoriale e di punta. Si tratta di una stima non sempre agevole quando si opera in un ambiente privo di tradizione irrigua. I metodi proposti dalla bibliografia possono raggiungere una discreta precisione, ma presentano in genere elevata variabilità, in parte dipendente dalla scarsa precisione delle informazioni disponibili che non permettono valutazioni sempre accettabili. Per questo motivo conviene seguire più criteri di stima che possano vicendevolmente integrarsi. In particolare, la stima potrebbe essere effettuata secondo i seguenti tre criteri: metodo del bilancio idrico, metodo sperimentale, metodo comparativo sistematico. Metodo del bilancio idrico. La stima attraverso il bilancio idrico richiede dapprima la valutazione del deficit pluviometrico colturale (Dp 5 ETmc 2 Pu), poi quella del deficit idrico climatico (Dic 5 Dp 2 RFU ) e infine quella del deficit idrico relativo alla coltura (Di 5 Dic 2 Aft ). Quest ultimo (Di ) rappresenta di solito una sovrastima del fabbisogno irriguo reale di una coltura, soprattutto perché l evapotraspirazione massima della stessa è spesso maggiore all evapotraspirazione alla quale corrisponde la massima resa. Il suo aggiustamento porta alla stima di un volume irriguo che ha il significato di volume stagionale di irrigazione agronomicamente consigliabile con un sistema distributivo a elevata efficienza nell anno medio. Metodo sperimentale. Tale stima richiede l esecuzione di prove che permettano di individuare, per ogni coltura e area potenzialmente omogenea per l irrigazione, le curve di risposta quantitativa al variare del volume stagionale di irrigazione. Il lavoro è molto impegnativo e costoso. Il progettista, di solito, non dispone di queste informazioni se non in forma molto frammentaria, né può intraprendere egli stesso il lavoro sperimentale che richiederebbe alcuni anni. Metodo comparativo sistematico. Questa soluzione serve solo come conferma della metodologia basata sul bilancio idrico delle colture integrato da conoscenze sperimentali sulla risposta all irrigazione ottenute attraverso la sperimentazione o indagini conoscitive. Dove l irrigazione è già stata praticata è possibile raccogliere, per ogni coltura e zona agronomica omogenea, informazioni relative al volume stagionale di irrigazione ottimale ricorrendo a una indagine conoscitiva comprensoriale effettuata mediante intervista degli esperti locali. Ognuno dei tre metodi sopra descritti fornisce una stima del volume stagionale di irrigazione e la media dei valori ottenuti è considerata la migliore valutazione. Successivamente, con riferimento al periodo di punta, verranno calcolati gli indici di consumo espressi in portata continua (L/s/ha), in grado di soddisfare le esigenze irrigue delle colture nell ambito di zone agronomicamente omogenee e con diversa probabilità di pioggia. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi