4.1.2 Caratteri chimici e biologici

QUALIT DELLE ACQUE IRRIGUE C 65 In linea di massima, acque con contenuto in solidi in sospensione ,30 mg/L possono essere utilizzate senza particolari accorgimenti. Acque contenenti sostanze di natura organica .30 mg/L richiedono maggiore attenzione. Le sostanze organiche, infatti, reagiscono con l ossigeno disciolto nell acqua impoverendola di tale elemento. La quantità di O2 necessaria per ossidare tali sostanze in seguito all azione batterica è indicata dal parametro BOD (Biochemical Oxygen Demand). molto utilizzato il BOD5, corrispondente al consumo di ossigeno del campione di acqua dopo cinque giorni di permanenza all oscurità, in agitazione e a una temperatura costante di 20 °C (rappresenta il 70480% del BOD totale). Un acqua è considerata discretamente pura quando il valore di BOD non supera i 3 mg/L (le acque di fogna urbana hanno valori di 2004400 mg/L). Un altro parametro utilizzato è il COD (Chemical Oxygen Demand), che rappresenta la quantità di O2 richiesta per ossidare la totalità delle sostanze organiche presenti nell acqua, anche se non attaccabili per via biologica. Il rapporto BOD/COD è quindi un indice della biodegradabilità delle sostanze presenti. 4.1.2. Caratteri chimici e biologici. Dal punto di vista chimico i rischi connessi all utilizzo delle acque irrigue e le relative limitazioni d uso sono riconducibili a tre differenti categorie: a. rischi connessi alla presenza di elevate concentrazioni di sali. Tale condizione determina una minore disponibilità per la pianta dell acqua presente nel terreno a causa di variazioni del suo potenziale osmotico; b. rischi legati alla presenza di elevate concentrazioni di sodio. La progressiva sodicizzazione del terreno ne provoca il degrado della struttura, con conseguente aumento della capacità di ritenzione idrica e riduzione della velocità di infiltrazione; c. rischi legati alla presenza, oltre certi limiti, di elementi tossici quali lo stesso sodio, il cloro, il boro, il litio, i metalli pesanti; residui di fitofarmaci, ecc., la cui presenza può determinare fenomeni di tossicità in specie vegetali sensibili. I rischi connessi alla concentrazione salina dell acqua, ossia alla sua salinità, in passato erano valutati utilizzando come indice il residuo salino fisso o durezza totale o contenuto di sali totali disciolti (STD ), espresso in , e il limite più comunemente usato, oltre il quale un acqua era definita salmastra, era del 2 o 2.000 mg/L o 2.000 ppm. Il contenuto totale di sali solubili di un acqua ha interesse soprattutto perché è in relazione con la componente osmotica del potenziale totale dell acqua, da cui dipende la sua disponibilità per la pianta. In realtà, quindi, ciò che occorre conoscere è la pressione osmotica che i sali solubili determinano. D altra parte, quest ultima più che dal peso del residuo salino dipende dal grado di dissociazione della sostanza e quindi dalla concentrazione ionica dei soluti, strettamente correlata con la conducibilità elettrica dell acqua (ECw ), espressa in dS/m (in passato era espressa in mS/cm, il cui valore è uguale a quello espresso in dS/m). Sulla base della conducibilità elettrica nella Tabella 1.2 è riportata la classificazione dell acqua irrigua proposta dalla FAO. Tra il residuo fisso salino (C 9), espresso in , e la conducibilità elettrica dell acqua (ECw ), espressa in dS/m, esiste la seguente relazione empirica approssimata: Cr > 0,66 # ECw mentre tra la conducibilità elettrica (in dS/m) e la pressione osmotica di una miscela (pmix, espressa in 102 kPa) esiste la seguente relazione empirica approssimata: pmix 5 0,36 ECw C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi