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C 68 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE Valori di pHc superiori a 8,4 indicano una tendenza a dissolvere i carbonati del terreno attraversato dall acqua, valori di pHc inferiori a 8,4 indicano, invece, una tendenza a precipitare i carbonati dell acqua. Il valore di pHc può essere calcolato sulla base dei risultati dell analisi chimica, utilizzando la seguente espressione: pHc 5 1 pKr2 2 pKrc 2 1 p 1 Ca 11 1 Mg 11 2 1 p 1 Alk 2 I valori di 1 pKr2 2 pK rc 2 , p 1 Ca 11 1 Mg 112 , p 1 Alk 2 sono riportati nella Tabella 1.3. Oster e Rhoades, Oster e Schoer, Suarez valutando accuratamente i valori del SAR aggiustato, giunsero alla conclusione che esso sovrastima la pericolosità del sodio. Sulla base di queste conclusioni Suarez ha proposto un nuovo modo di calcolare il SAR aggiustato che tiene conto anche della salinità dell acqua, della concentrazione in HCO32 e in Ca11 e della pressione parziale della CO2 in prossimità della superAbaco per il calcolo del pHc TAB. 1.3 ficie del terreno. L equazione proposta da Suarez per il calcolo del Valori dei parametri sottoindicati Somma della nuovo SAR aggiustato (NadjSAR) è corrispondenti alle somme dei concentrazione rispettivi cationi o anioni1 la seguente: dei cationi NadjSAR 5 Na 1 Cax 1 Mg 2 o degli anioni 11 dove: Na1 e Mg11 sono espressi in meq/L; Cax è la concentrazione del Ca11 modificata in relazione alla conducibilità elettrica dell acqua (ECw), al rapporto 3 HCO32 4 / 3 Ca 114 , dove HCO32 e Ca11 sono espressi in meq/L, e alla pressione parziale della CO2 nei primi millimetri superficiali del terreno, stimata pari a 0,07 kPa. Il valore di Cax è deducibile dalla Tabella 1.4. Sulla base della ECw e del NadjSAR nella Tabella 1.4 sono riportati i limiti di pericolosità dell acqua irrigua nei riguardi delle proprietà fisiche del terreno, più in particolare della permeabilità, proposti dalla FAO. L evoluzione della modalità di calcolo del SAR consente di indicare che: a. il SAR aggiustato (adjSAR) è utilizzabile per acque di falde ricche di CO2 da destinare all irrigazione di terreni non calcarei; b. il nuovo SAR pK92 pK9c p(Ca11 1 Mg11) p(Alk) 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 2,1 2,1 2,1 2,1 2,1 2,2 2,2 2,2 2,2 2,2 2,2 2,3 2,3 2,3 2,3 2,3 2,4 2,5 2,5 4,6 4,3 4,1 4,0 3,9 3,8 3,7 3,6 3,4 3,3 3,2 3,1 3,0 2,9 2,8 2,7 2,6 2,5 2,4 2,3 2,2 2,1 2,0 1,8 1,6 1,4 4,3 4,0 3,8 3,7 3,6 3,5 3,4 3,3 3,1 3,0 2,9 2,8 2,7 2,6 2,5 2,4 2,3 2,2 2,1 2,0 1,9 1,8 1,7 1,5 1,3 1,1 0,05 0,10 0,15 0,20 0,25 0,30 0,40 0,50 0,75 1,00 1,25 1,50 2,00 2,50 3,00 4,00 5,00 6,00 8,00 10,00 12,5 15,0 20,0 30,0 50,0 80,0 1 pKr2 2 pKrc p 1 Ca 11 1 Mg 11 2 p 1 Alk 2 5 Ca 11 1 Mg 11 1 Na 1 meq/L 5 Ca 11 1 Mg 11 meq/L 5 CO35 1 HCO32 meq/L

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AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi