4.2 Problemi della salinità delle acque

QUALIT DELLE ACQUE IRRIGUE C 71 poco sistematiche e non forniscono indicazioni precise circa i limiti di tolleranza dei diversi composti nelle acque da destinare all irrigazione. Tuttavia il problema si pone e laddove sussistono sospetti d inquinamento è opportuno approfondire le indagini analitiche coinvolgendo competenze specifiche. Le acque irrigue possono presentare una carica di microrganismi anche elevata, a causa dell arricchimento dei corpi idrici di provenienza provocato da scarichi di effluenti di insediamenti urbani non depurati ovvero da allevamenti zootecnici. Come indicatori della presenza di agenti patogeni per l uomo, sono adottati i coliformi totali, i coliformi fecali, l Escherichia coli e la salmonella. Il loro riscontro nelle acque irrigue non comporta problematiche fitopatogene per le piante o problemi per il terreno, ma pone preoccupazioni sotto l aspetto igienico-sanitario per gli operatori e per i prodotti commerciabili eduli. Attualmente le acque reflue urbane depurate per poter essere utilizzate in agricoltura devono avere un valore limite massimo di unità formanti colonie per 100 ml di acqua (UFC/100 ml) di Escherichia coli pari a 10 nell 80% dei campioni esaminati e a 100 come valore puntuale massimo; inoltre non devono contenere mai salmonella (d.l. 12/06/2003, n. 185). 4.2 Problemi della salinità delle acque. Nel descrivere le caratteristiche qualitative delle acque irrigue è stato accennato che la loro salinità ha ripercussioni sul terreno e sulla pianta. 4.2.1 Ripercussioni sul terreno. Le ripercussioni della salinità delle acque irrigue sul terreno possono essere di due tipi: progressiva salinizzazione e/o progressiva sodicizzazione. La progressiva salinizzazione degli strati superficiali del terreno interessati dagli apparati radicali è causata dall apporto di soluti con le acque irrigue, in quantità variabili in relazione al tasso di salinità. L acqua somministrata con l irrigazione, infatti, in parte è assorbita selettivamente dalle piante e in parte evapora direttamente dal terreno, mentre i soluti in essa disciolti rimangono nel terreno accumulandosi. Il processo di salinizzazione del terreno può accentuarsi in presenza di falda superficiale e di strati impervi poco profondi lungo il profilo del terreno. Nel primo caso l irrigazione potrebbe determinare l innalzamento della falda e di conseguenza l aumento del flusso di acqua e di sali in essa disciolti per capillarità verso gli strati superficiali del terreno, dove l acqua evapora e i sali tendono ad accumularsi. La presenza di strati impervi poco profondi, oltre a favorire la formazione di falde pensili temporanee, come conseguenza di una bassa efficienza distributiva dell acqua o di apporti di acqua di lisciviazione, ostacola lo spostamento dagli strati superficiali a quelli profondi dei soluti apportati con l acqua irrigua, spostamento che potrebbe essere causato da eccessi di acqua irrigua e/o dalle piogge invernali. L accumulo di soluti apportati con le acque irrigue è maggiore nei terreni poco permeabili (terreni argillosi) e minore in quelli permeabili (terreni sabbiosi), in quanto in questi ultimi i sali apportati sono più facilmente lisciviabili. La salinità del terreno è diagnosticabile in base al valore della conducibilità elettrica del suo estratto di pasta satura (ECe). Si diagnostica come salino un terreno quando la ECe è maggiore di 4 dS/m. Sotto l aspetto idrologico i terreni salini non sono problematici, in quanto la presenza di elettroliti mantiene stabilmente i colloidi allo stato flocculato: quindi questi terreni sono di buona struttura, con permeabilità, stato di aereazione e altre proprietà fisiche relativamente buone. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi