SEZIONE C

QUALIT DELLE ACQUE IRRIGUE C 75 strati profondi di terreno in cui si sono accumulati sali lisciviati dagli strati sovrastanti e per favorire il drenaggio profondo. e. Frazionando la concimazione in più epoche, in particolare quella azotata e quella localizzata, allo scopo di non aumentare la concentrazione salina della soluzione circolante. f. Là dove si dispone anche di quantità limitate di acqua dolce, avvicendando colture sensibili alla salinità, da irrigare con acqua dolce, con colture resistenti alla suddetta, da irrigare con acque salmastre, almeno dopo la fase di germinazione-emergenza. Si potrebbe pensare anche alla miscela dell acqua dolce con quella salmastra; questa soluzione, però, se migliora la qualità dell acqua salmastra, peggiora quella dell acqua dolce. L opportunità della miscela delle acque dipende da una serie di circostanze e da valutazioni anche di tipo economico, oltre che tecnico. g. Adottando metodi irrigui che non favoriscono accumuli di soluti nel volume di terreno in cui le radici della coltura sono più attive. Sono utilizzabili i metodi per sommersione, per scorrimento e per aspersione, che determinano nel terreno un movimento verticale dell acqua e dei soluti dagli strati superficiali a quelli profondi, così come i metodi a goccia e per infiltrazione laterale da solchi, che permettono di dilavare sali dal volume di terreno umettato da ogni singolo gocciolatore e solco. L irrigazione a pioggia, però, bagnando la vegetazione, almeno delle colture erbacee e di quelle arboree con impianti soprachioma, può favorire assorbimenti fogliari di soluti e di ioni tossici (Na, Cl, B). Questo aspetto negativo dell irrigazione a pioggia può essere attenuato irrigando le colture erbacee durante le ore meno soleggiate della giornata o durante la notte e adottando impianti sottochioma per le colture arboree. L irrigazione a goccia e per infiltrazione laterale da solchi, pur risultando soddisfacenti per la coltura irrigata con acqua salmastra, dal momento che favoriscono accumuli di soluti in superficie tra le aree bagnate, possono danneggiare la coltura che segue quella irrigata se, nell intervallo di tempo tra le due colture successive, piogge naturali o irrigazioni praticate con i metodi per aspersione, sommersione o scorrimento non provvedono a dilavare i sali che si sono accumulati. h. Adottando turni irrigui brevi per elevare il potenziale idrico del terreno. Con turni irrigui brevi, infatti, mantenendo l umidità del terreno permanentemente prossima alla capacità idrica di campo, i soluti sono diluiti e i potenziali matriciale e osmotico tendono a essere relativamente elevati. Per favorire la lisciviazione dei soluti apportati con l acqua durante la stagione irrigua è suggerita la tecnica di volumi di adacquamento superiori a quelli necessari per portare alla capacità idrica di campo lo strato di terreno interessato dall apparato radicale. La frazione di acqua in più da somministrare, rispetto al fabbisogno irriguo delle colture, detta fabbisogno di lisciviazione (Leaching Requirement, LR ), è valutabile con le seguenti metodologie: a. secondo l USDA (1954): LR 5 ECw/ECdw 5 Ddw/Dw b. secondo Rhoades (1981): 1. con metodi irrigui gravimetrici che non permettono turni irrigui brevi: LR 5 ECw/ 1 5 ECe 2 ECw 2 2. con metodi irrigui che consentono turni irrigui brevi, come l irrigazione a pioggia e a goccia : LR 5 ECw/2 1 max ECe 2 dove: LR è la quota percentuale di acqua di cui va aumentato il volume di adacquamento per assicurare la lisciviazione dei sali; ECw ed ECdw sono la conducibilità elettrica, C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi