SEZIONE C

C 76 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE rispettivamente, dell acqua d irrigazione e dell acqua di drenaggio dalla zona radicale compatibile con la tolleranza della coltura (dS/m); Dw e Ddw sono, rispettivamente, la quantità di acqua irrigua e di acqua di drenaggio espressa in altezza (mm); ECe e maxECe sono la conducibilità elettrica dell estratto di pasta satura del terreno (dS/m) compatibile con la riduzione di produzione areica, rispetto a quella massima, del 10% e del 100%, rispettivamente (Tab. 1.7). Tuttavia, la tecnica della lisciviazione dei soluti con acqua d irrigazione durante la stagione irrigua presuppone un regime irriguo permanente, con apporti idrici di pioggia trascurabili durante l anno. Questa situazione è più prossima a quella di ambienti a clima desertico che a quelli a clima mediterraneo, caldo-arido, con precipitazioni concentrate nel periodo autunno-inverno, come quello dell Italia meridionale e insulare. In queste situazioni climatiche la pioggia, che generalmente cade durante l inverno, è quasi sempre sufficiente per lisciviare dalla zona radicale i sali apportati durante la stagione irrigua con le acque di irrigazione; di conseguenza l applicazione di acqua di lisciviazione si rivela spesso di scarsa utilità. Pertanto, prima di escludere o adottare la tecnica della lisciviazione, è opportuno verificare, durante la stagione irrigua, l evoluzione della salinità del terreno lungo il profilo ed eventualmente intervenire con acqua di lisciviazione se la conducibilità elettrica dell estratto di pasta satura dello strato di terreno interessato dalle radici risulta superiore a quella compatibile con il calo di produzione areica previsto. Un abbondante irrigazione prima dell inizio della stagione delle piogge può risultare molto utile per migliorare l azione dilavante dell acqua di pioggia, particolarmente quando l entità di quest ultima non è sufficiente per portare alla capacità idrica di campo la zona radicale. Il problema della lisciviazione si pone anche per attenuare l aspetto negativo del sodio sulle caratteristiche fisiche del terreno. La pericolosità del sodio, infatti, può essere controllata con l applicazione di correttivi, al terreno o direttamente all acqua, capaci di abbassare il rapporto Na 1/ 1 Ca 11 1 Mg 11 2 nella soluzione circolante. Il correttivo comunemente usato è il gesso (CaSO4), che arricchendo la soluzione circolante in Ca11, abbassa anche il rapporto Na 1/ 1 Ca 11 1 Mg 11 2 nel complesso di scambio (legge di Gapon). L efficacia dei correttivi è legata alla lisciviazione del Na+ che, per sostituzione, arricchisce la soluzione circolante. La lisciviazione si dimostra utile anche per il controllo di fenomeni di tossicità che possono insorgere per la presenza nell acqua d irrigazione o nel terreno di Na1, Cl2 e B32 in quantità superiori ai limiti compatibili con le colture irrigate. L utilizzo di acque reflue è legato al loro livello di depurazione. Le vigenti disposizioni di legge prevedono, in aggiunta alla depurazione di secondo livello, l affinamento terziario con abbattimento del BOD, dei colibatteri, dell Escherichia coli ed eliminazione della salmonella. Le acque reflue così trattate non presenterebbero rischi igienicosanitari per l uomo o patologici per le piante e di inquinamento del suolo; pertanto, se non sussistono problemi di salinità e di metalli pesanti, possono essere utilizzate come le acque di qualunque altra fonte idrica. Tuttavia, per evitare rischi igienico-sanitari, derivanti da un eventuale mal funzionamento dell impianto di depurazione o dal prolungato stoccaggio delle acque depurate, è suggerita l adozione di tecniche irrigue che limitano il contatto con l acqua degli operatori e delle parti eduli delle colture irrigate. A tale fine sono indicati metodi irrigui localizzati a bassa pressione e per le colture arboree la subirrigazione capillare. Tra le colture erbacee sarebbe prudente non irrigare colture orticole da consumo fresco a meno che l intervallo tra l ultimo intervento irriguo e la raccolta non sia inferiore ai 15-20 giorni.

SEZIONE C
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AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi