5.2 Riduzione delle perdite inutili di acqua immagazzinata

C 78 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE Le lavorazioni che favoriscono l approfondimento dell apparato radicale e la costituzione di maggiori riserve idriche sono quelle profonde che si effettuano prima dell inizio della stagione delle piogge, generalmente in estate. Tuttavia, gli effetti delle lavorazioni sul miglioramento delle condizioni di abitabilità lungo il profilo del terreno variano in relazione al tipo di terreno: sono molto evidenti in terreni poco rigonfiabili che tendono a costiparsi; poco evidenti, invece, in terreni rigonfiabili, di tipo vertico, capaci di autostrutturarsi in seguito a cicli di inumidimento-essiccamento. In questi ultimi tipi di terreno, inoltre, le lavorazioni risultano poco efficaci e addirittura dannose in annate particolarmente siccitose a causa di un maggiore essiccamento dello strato smosso rispetto al terreno non lavorato. In terreni argillosi tendenzialmente asfittici qualsiasi intervento agronomico, oltre alle lavorazioni, finalizzato al miglioramento della struttura del terreno (apporto di sostanza organica, successioni colturali appropriate, allontanamento di sostanze disperdenti), può contribuire ad aumentare le disponibilità idriche per le colture, favorendo un maggiore approfondimento delle radici e aumentando la permeabilità del terreno e la capacità d invaso utile. In terreni sabbiosi, caratterizzati da eccessiva macroporosità e bassa capacità di ritenzione idrica, quest ultima potrebbe essere migliorata con apporto di sostanza organica, oppure modificando la granulometria, con apporto di materiale fine dall esterno o provocando un rimescolamento degli strati a diversa tessitura nei terreni stratificati. Tuttavia le possibilità pratiche per migliorare la tessitura sono molto limitate e comunque economicamente valide per piccole superfici e/o per colture ad alto reddito. L immagazzinamento dell acqua di pioggia nel terreno può essere favorito con pratiche che migliorano l infiltrazione dell acqua: a. lavorazioni superficiali quando i terreni si costipano in superficie e/o quando formano crosta superficiale; b. aratura superficiale nei terreni in cui si formano strati compatti a poca profondità per occlusione dei macropori, causata dalla sedimentazione di particelle fini trasportate dall acqua durante la stagione delle piogge dagli strati superficiali. Nei terreni in pendio, inoltre, per ridurre le perdite di acqua per ruscellamento superficiale si può fare ricorso alle classiche sistemazioni (da quelle di tipo estensivo in traverso a quelle intensive, come il terrazzamento) o ad accorgimenti che rallentano la velocità di deflusso delle acque (colture a strisce, imbrigliamento delle acque di ruscellamento, aratura in quota, ecc.). 5.2 Riduzione delle perdite inutili di acqua immagazzinata nel terreno. Dopo aver favorito la costituzione di una riserva idrica nel terreno, più o meno abbondante, in relazione alle caratteristiche dello stesso e all andamento pluviometrico, le successive pratiche di aridocoltura mirano a limitare le perdite inutili di acqua dal terreno per diretta evaporazione e per traspirazione attraverso la pianta. Le perdite inutili di acqua si potrebbero contenere agendo: a. sui fattori climatici per ridurre l evaporazione dal terreno, con pacciamatura e frangiventi; b. sulla copertura vegetale per ridurre la traspirazione, abbassando l indice della superficie fogliare (LAI), controllando le infestanti e aumentando la resistenza stomatica con l uso di antitraspiranti; c. sul terreno per limitare l evaporazione diretta, riducendo l afflusso di acqua liquida verso la superficie del terreno, con lavorazioni superficiali.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi