6.2.4 Elementi secondari della fertilità

FERTILIZZAZIONE DELLE COLTURE C 85 Questo elemento è prelevato dalla pianta esclusivamente dalla soluzione circolante nel suolo, dove è presente nella forma di ione K1. La sua mobilità nel suolo è intermedia tra quella dell azoto e quella del fosforo. La quantità di K disponibile per le piante deriva soprattutto dalla natura fisico-chimica del suolo, con riferimento sia al complesso di scambio cationico sia alla tipologia dei costituenti minerali, soprattutto quelli argillosi, di cui è composto. Il potassio è uno degli ioni che può essere prelevato più facilmente dalle colture in quantità superiore rispetto all effettivo fabbisogno agronomico (consumo di lusso). Non ci sono normalmente effetti agronomicamente negativi legati a ciò, ma in questi casi sarebbe sbagliato commisurare la fertilizzazione agli asporti, perché si apporterebbero quantità eccessive di fertilizzante. Le perdite di potassio avvengono soprattutto per lisciviazione profonda dell elemento. 6.2.4 Elementi secondari della fertilità. Lo zolfo (S) è un altro importante costituente cellulare, partecipando anch esso alla formazione di numerosi amminoacidi ed esercitando quindi un ruolo parallelo a quello dell azoto. Sebbene alcune colture lo possano assumere in quantità notevole (crucifere, liliacee, leguminose), è considerato più raramente nella fertilizzazione, perché i suoli coltivati lo contengono naturalmente in quantità sufficiente, le deposizioni dovute a inquinamento dell aria o all uso di fitofarmaci sono significative (e lo erano soprattutto in passato) e spesso è contenuto in alcuni fertilizzanti destinati ad apportare gli elementi principali della fertilità. Il calcio (Ca) è costituente della parete cellulare e dei sali disciolti nella pianta. Contribuisce a dare resistenza ai tessuti. Come il potassio e il magnesio (Mg), anche il calcio è uno ione libero nei succhi cellulari, partecipando agli equilibri acido-base nella cellula. Nel suolo è uno degli elementi che più direttamente concorrono a determinarne il pH (analogamente al sodio e al magnesio), influenzando così indirettamente la disponibilità di molti altri elementi nutritivi per la pianta. Il magnesio (Mg) è un costituente della clorofilla, di cui favorisce la sintesi, così come favorisce la sintesi della xantofilla e del carotene. coinvolto necessariamente anche nei processi di migrazione del P nella pianta, soprattutto verso i frutti ed è costituente di composti fosforati come la fitina. Nel suolo ha un effetto simile al calcio. Il sodio (Na) è un elemento che contribuisce alla nutrizione dei vegetali. Viene assunto come Na1 e può in parte rimpiazzare il potassio in alcune colture. Raramente se ne considera l effetto fertilizzante, è invece quasi sempre giudicato elemento dannoso perché aumenta la salinità nel suolo. 6.2.5 Microlementi. Il ferro (Fe) è un oligoelemento costituente la clorofilla e molti enzimi che partecipano ai processi di ossidoriduzione. Anche il rame (Cu) e lo zinco (Zn) sono necessari alla costituzione di molti enzimi di ossidoriduzione. Lo zinco svolge anche il ruolo di protettore delle auxine della crescita. Il molibdeno (Mo) partecipa al ciclo dell azoto nella pianta, essendo un costituente dell enzima che riduce i nitrati per la loro trasformazione in amminoacidi e risultando necessario ai batteri azotofissatori. Cobalto (Co), boro (B), manganese (Mn) e cloro (Cl) sono necessari in minime quantità per la formazione di enzimi specifici. Cobalto e boro, analogamente al molibdeno, sono utili alle leguminose perché stimolanti l attività dei simbionti azotofissatori. Altri elementi contribuiscono alla formazione dei vegetali, ma raramente si considerano fertilizzanti. Per l alluminio (Al), analogamente a quanto ricordato per il sodio, si evidenziano maggiormente gli effetti tossici. Potenzialmente positivo è, invece, il silicio (Si), C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi