6.3 La sostanza organica del terreno

C 86 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE anch esso non incluso nell elenco di legge dei microelementi. Assunto dalle piante come silicato, contribuisce alla formazione di tessuti di sostegno, soprattutto nelle graminacee. Quando è presente in quantità eccessiva, le graminacee riducono o perdono valore foraggero, ma assumono grande resistenza nei confronti delle avversità naturali. Nel riso, addirittura, è assorbito in quantità così importanti da risultare uno dei principali elementi minerali che costituiscono questa coltura. Alcune evidenze sperimentali suggeriscono che una scarsa disponibilità di silicio possa ridurre la produzione di riso. 6.3 La sostanza organica del terreno. Nei suoli agricoli, in Italia, la sostanza organica del terreno è spesso compresa tra 1 e 3%, ovvero tra 6 e 9% in volume, e ha una grande importanza agronomica. La Figura 1.28 suggerisce un possibile schema logico per il calcolo del bilancio della sostanza organica e per lo studio della sua dinamica nei suoli coltivati. La frazione viva della sostanza organica include il complesso degli organismi viventi legati al suolo e alla produzione vegetale che possono produrre residui organici. Parte di tali organismi, l edafon, vive effettivamente nel suolo; esso include la mesofauna (lombrichi, soprattutto, con peso di 200-4.000 kg/ha), la microfauna (protozoi), la microflora (alghe, funghi, batteri). L edafon è circa 1/20-1/30 del totale della sostanza organica del suolo e ne costituisce una frazione di enorme importanza funzionale. Gli organismi viventi, quali le piante coltivate, quelle spontanee e gli animali zootecnici e l edafon, rilasciano residui organici, ovvero materia organica libera, in quanto non ancora legata alla frazione minerale del suolo, perché solo parzialmente decomposta. I residui organici, grazie all azione della biomassa microbica del suolo, danno origine alla biomassa stessa e si trasformano progressivamente in composti intermedi della degradazione, un pool organico, a vita breve, di significato più funzionale che chimico. Le sostanze umiche, descritte anche come humus stabile, includono la cosiddetta materia organica legata, composta da sostanze a diverso peso molecolare e resistenti alla degradazione (acidi fulvici, umici e umina). Si tratta di materiale organico amorfo e idrofobo, la cui natura risente solo in parte del tipo di residuo organico di partenza, dotato di caratteristiche colloidali e riserva di molti elementi nutritivi. Ha rapporto C/N di circa 10, risultando costituito per il 50% di C, il 5% di N e lo 0,5% di P. Poiché le sostanze umiche rappresentano la frazione più importante della sostanza organica Prodotti della Biomassa Residui vegetali di un terreno in equilibrio (circa mineralizzazione del suolo e animali l 85% in peso), si tende a confonde(CO2 H2O NH41 NO32 e composti parzialmente re il contenuto di sostanza organica H2PO41 H2PO422 SO42 K1 intermedi decomposti Ca21 Mg21 Fe31 ...) di un suolo con il suo contenuto in humus stabile. Tale semplificazione è accettabile per le normali vaMineralizzazione Umificazione Sostanze lutazioni agronomiche relative alla (K2, coeff. di (K1, coeff. isoumico umiche o di umificazione) mineralizzazione) gestione della fertilità del suolo. La quantità di humus stabile che si forRiorganicazione ma in un anno, a partire da un certo tipo di residuo organico, è misurata dal suo coefficiente di umificazione FIG. 1.28 Classificazione agronomica della sostanza organica in un suolo o coefficiente isoumico (K1). e dinamica semplificata del ciclo di umificazione-mineralizzazione.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi