6.4.6 Concimi organo-minerali

C 94 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE TAB. 1.13 Esempi e principali caratteristiche di alcuni concimi organici di interesse commerciale (modificato da Sequi, 1998) Denominazione Classe Cornunghia Organico N Pelli e crini Organico N Cuoio e pelli idrolizzati Organico N Sangue secco Organico N Farina di carne (carniccio) Organico N Pannelli Organico N Borlanda essiccata Organico N Borlanda fluida Letame essiccato Pollina essiccata Guano Farina di pesce Organico N fluido Preparazione Residuo di corna e unghie allo stato naturale Residui di lavorazione delle pelli Ottenuto per idrolisi sotto pressione degli scarti di pelli e cuoio Sottoprodotto di macellazione essiccato e polverizzato Residui di lavorazione della carne, eventualmente trattati con ac. solforico, disseccati e macinati Residui di lavorazione di semi oleosi essiccati Trattamento del melasso Sospensione residua di trattamento del melasso Essiccamento e trasformazioOrganico N o ne di deiezioni animali con o ammendante senza lettiera Escrementi di volatili domeOrganico NP stici con o senza lettiera Escrementi di uccelli Organico NP acquatici Residui della lavorazione del Organico NP pesce, essiccati Composizione indicativa (%) N P2O5 9-15 2-5 5-13 0,1-1,5 K2O C organico 30-40 0,1-0,2 40-50 10-14 0,05-2,0 0,5 50-55 10-15 0,2-0,3 0,6-1 45-55 9-14 0,3-2,0 0,8-1,5 30-40 3-8 0,2-0,3 0,3-2 40-45 3-6 0,2-3 0,3-2 40-45 1,5-3 0,1-0,2 4-5 12-15 3-4 2-3 3-4 25-35 2-4 2,0-3,4 1,7-3,0 60-70 2-4 2,0-3,4 1,7-3,0 60-70 5-12 3-10 0,3-0,7 35-45 o il liquame) ed è prodotta dalle aziende zootecniche avicole e qui sottoposta a varie modalità di stoccaggio. La pollina prodotta da allevamenti a terra, su paglia o trucioli di legno presenta una minore umidità e un maggiore rapporto C/N. Caratteristiche opposte ha la pollina prodotta da volatili in gabbia o comunque senza lettiera. 6.4.6 Concimi organo-minerali. I concimi organo-minerali possono essere solo azotati oppure NP, NK e NPK e sono disponibili anche formulati fluidi. Le matrici organiche destinate alla produzione di concimi organo-minerali sono concimi organici o diverse tipologie di torba e la lignite. Se il concime organico è costituito da più matrici organiche (che devono costituire almeno il 5% in peso), queste vanno dichiarate in ordine decrescente. La maggior parte dei concimi organo-minerali ha una frazione di azoto organico pari all 1% o di pochi punti superiore (ne esistono in commercio però anche con valori vicini al 10%), mentre il contenuto di C organico è spesso compreso fra il 3 e il 10%. I titoli finali di N (o di PK) includono anche la componente da concime minerale e sono quindi nettamente superiori a titoli della sola frazione organica.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi