6.5.1 Letame

AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE TAB. 1.16 Caratteristiche chimiche medie di alcune tipologie di reflui zootecnici (modificato da CRPA, 1993) Letami Bovino Equino Ovini Suino Liquami Bovini da latte Bovini da carne Vitelli a carne bianca Suini s.s. % t.q. N kg/t t.q. P2O5 kg/t t.q. K2O kg/t t.q. C organico % s.s. 20-30 29-40 22-40 25 3-7 4,4-6,7 6-11 4,7 0,92-3,9 2,8-3,2 1,6-3,0 4,1 4,0-10,0 5,3-8,4 14,4-21,6 5,4 75-85 88 70-75 70 4-12 4-10 0,6-2,9 1,5-6,0 3,9-6,3 3,2-4,5 1,3-3,1 1,5-5,0 2,3-3,7 2,3-3,4 0,23-4,1 1,1-4,6 3,8-6,2 2,9-4,7 0,48-2,0 1,2-3,7 75-85 75-85 60-75 65-85 Densità letame (kg/m3) 6.5.1 Letame. Deriva dalla miscela delle deiezioni animali con la lettiera impiegata durante la stabulazione. Il letame è prodotto quasi soltanto negli allevamenti di bovini e altri erbivori, molto raramente negli allevamenti di suini; è un prodotto palabile, cioè conservabile in cumulo su platea. Al letame si riconosce un prevalente effetto ammendante, mentre i suoi effetti come concime sono sempre da valutare su tempi lunghi; infatti, solo il 10% dell azoto apportato è in forma solubile (quasi unicamente ammoniacale poiché l azoto nitrico è sempre poco presente), mentre il 70% è in frazioni a lenta degradazione. Le caratteristiche del letame sono piuttosto variabili in funzione della natura del substrato paglioso impiegato (in genere paglia di frumento, che esplica la migliore capacità di assorbimento, ma anche stocchi di mais, segatura, lolla di riso o altro), della quantità di lettiera (dipende dalla tipologia di stabulazione e dalle strategie di allevamento impiegate), della frequenza di raccolta (si va dai casi estremi dei raschiatori con prelievo almeno giornaliero agli allevamenti con lettiera permanente), della movimentazione della massa nel corso dello stoccaggio, della specie animale, dell età e della dieta deDensità letame gli animali allevati. La paglia di 2,0 1.000 cereale vernino assorbe 2-3 L Produzione di letame 1,9 di acqua per kg. Il consumo di 900 1,8 paglia è molto variabile in re1,7 800 lazione alla tipologia di stabu1,6 lazione: la lettiera permanente 1,5 700 richiede i consumi più elevati 1,4 (circa 10-14 kg/d/t di PV), 600 1,3 la lettiera inclinata consumi 1,2 intermedi, soluzioni quali le 500 cuccette nell allevamento del1,1 le vacche da latte richiedono i 400 1,0 consumi più bassi (2-3 kg/d/t 0 25 50 75 100 125 150 di PV). Al crescere delle dosi kg paglia/t deiezioni di impiego di paglia diminuisce la densità e aumenta il FIG. 1.29 Effetto di crescenti dosi di paglia miscelata alle deiezioni di bovini sulla densità e volume del letame (Fig. 1.29). sul volume del letame (modificato da CRPA, 2001). Produzione di letame (m3) C 98

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi