SEZIONE C

(segue p. 345) b Tav. C5 (A) Classi di capacità d uso di suoli Suoli adatti all agricoltura I Suoli privi di limitazioni o con poche limitazioni. Non richiedono particolari pratiche conservative e consentono un ampia scelta colturale. II Suoli con moderate limitazioni che riducono la scelta colturale e/o richiedono moderate pratiche conservative III Suoli con severe limitazioni che riducono la scelta colturale e/o richiedono speciali pratiche conservative. IV Suoli con limitazioni molto severe che riducono drasticamente la scelta colturale e richiedono continue e accurate pratiche conservative. V Suoli che, pur non interessati da fenomeni erosivi, presentano altre limitazioni impossibili da eliminare (rischio di inondazione), tali da restringerne severamente l utilizzo. VI Suoli con severe limitazioni che generalmente restringono il loro uso al pascolo, alla forestazione o come habitat naturale. VII Suoli con limitazioni molto severe, tali da mostrare difficoltà anche per l uso silvo-pastorale. VIII Le limitazioni sono tali da precludere qualsiasi sfruttamento agro-silvo-pastorale. Suoli adatti prevalentemente al pascolo e alla forestazione Suoli inadatti allo sfruttamento (B) Fattori limitanti 1 Profondità utile per le radici. 2 Tessitura dell orizzonte superficiale. 3 Scheletro presente nell orizzonte superficiale. 4 Pietrosità (diametro dei clasti maggiore o uguale a 7,5 cm) e/o rocciosità. 5 Fertilità dell orizzonte superficiale: si valutano il pH, la capacità di scambio cationico (CSC), il calcare totale (CaCO3), il tasso di saturazione basica (TSB)*. 6 Capacità di ritenuta idrica (AWC) riferita ai centimetri di spessore entro cui avviene lo scambio d acqua fra terreno e radici. 7 Capacità drenante. 8 Inondabilità. 9 Pendenza del terreno. 10 Rischio di erosione. 11 Interferenze climatiche. c Tav. C5 (b) Riepilogo (A) delle classi di capacità d uso dei suoli e (B) dei fattori limitanti che contribuiscono a definire la classe di un generico suolo. * TSB: percentuale del complesso di scambio ionico che è saturata da cationi di metalli alcalini (potassio e sodio) e alcalino-terrosi (calcio e magnesio) (Fonte B.I. REDA). d I IIs IIw IIIce IIIe Carta dei Suoli Aziendali (Scala 1:10.000) IIIs IIIsc IIIse IIIsw IIIw IVe IVs Carta dei Suoli di Pianura (Scala 1:50.000) IVse IVw Vw VIe VIIe VIIse Carta dei Suoli Regionali (Scala 1:250.000) Tav. C5 (c) Esempio di carta della capacità d uso del suolo con relative classi e sottoclassi (Fonte: B.I. REDA). Tav. C5 (d) Schematizzazione del processo di localizzazione cartografica della situazione aziendale e del contesto pedologico (Fonte: B.I. REDA). C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi