3.2.6 Avversità girasole

D 104 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO campo industriale: nel primo caso per la sua idoneità nella formulazione di particolari diete alimentari; nel secondo, per il peculiare comportamento fisico-chimico alle alte temperature durante la cottura e per le caratteristiche tecnologiche rispondenti a determinati processi industriali (per la produzione di vernici, detersivi, lubrificanti, biodiesel). Le problematiche relative alla scelta delle varietà alto oleico sono le stesse che si presentano per le cultivar convenzionali: rispetto a queste, però, necessitano di particolare attenzione nei confronti della tecnica di coltivazione; infatti il girasole alto oleico ha bisogno di isolamento spaziale dalle altre coltivazioni di girasole comune, al fine di evitare impollinazioni incrociate che determinerebbero consistenti diminuzioni del tenore di acido oleico. In alcuni Paesi le varietà a seme grosso (confectionary) sono impiegate tal quali per l alimentazione umana. A seconda della varietà, il peso di 1.000 semi oscilla tra 40 e 90 g, con un tenore in olio molto variabile (fra il 30 e il 55%). Il girasole fornisce un olio di eccellenti qualità dietetiche, grazie all elevato contenuto di acidi grassi insaturi (85-91%) e di antiossidanti. La farina di girasole è un importante fonte proteica nella nutrizione animale. Il seme intero di girasole è in grado di fornire una farina disoleata con il 30% di proteina, aumentabile fino al 40%, previa decorticazione del seme prima della spremitura. 3.2.6 Avversità girasole (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Per le avversità che interessano la coltura, nei vari stadi di sviluppo ed eventuale fase di conservazione post-raccolta, si rimanda alla Sezione specifica. Un quadro di sintesi è proposto in parallelo sulla versione digitale. 3.3 Colza (Brassica napus var. oleifera) Ravizzone (Brassica campestris var. oleifera). Originariamente il colza (o la colza) era presente nel Nord Europa e nel Nord Africa. La coltivazione in Europa come pianta da olio risale al XVII secolo ed è avvenuta insieme al ravizzone, quando entrambi furono rinvenuti come malerba nei cereali. Nel 2002, la superficie mondiale era di circa 22 milioni di ettari con una produzione di 42,7 milioni di tonnellate. Le maggiori aree di coltivazione sono la Cina, con 7 milioni di ettari e una media produttiva per ettaro di 1,5 tonnellate, e il Canada con 3,1 milioni di ettari (1,1 t/ha). In Europa, la Germania e la Francia sono, con 1,2 e 1 milione di ettari, rispettivamente, i Paesi con la superficie maggiore e con i più alti rendimenti unitari (3 e 3,1 t/ha di media). In Italia la coltura ha conosciuto fortune alterne, senza mai affermarsi definitivamente; nel 2002 risultavano coltivati circa 11.000 ha con una produzione media di 1,3 t/ha. Il ravizzone è una specie coltivata per l olio e per il foraggio. Le varietà da olio sono generalmente più precoci del colza, ma meno produttive (circa 2 t/ha di seme) e con un contenuto di olio nel seme del 28-35%, con le stesse caratteristiche qualitative del colza non migliorato geneticamente (alto contenuto di acido erucico). In Italia la coltivazione è poco significativa e l areale è lo stesso del colza. Caratteri distintivi del colza sono le silique erette, il seme più piccolo, le foglie con aspetto più rustico e la fioritura acropeta (nel colza è basipeta); per tutte le altre caratteristiche si rimanda a quanto detto per il colza.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin