3.3.1 Caratteri botanici e biologia

COLTURE OLEAGINOSE - COLZA - RAVIZZONE D 105 3.3.1 Caratteri botanici e biologia. Il colza fa parte della famiglia delle Cruciferae, alla quale appartengono tre specie base interfertili: Brassica nigra (n 5 8), Brassica oleracea (n 5 9) e Brassica campestris (n 5 10). Dalla loro ibridazione naturale si sono costituite nuove specie, tra le quali Brassica napus (n 5 19), ottenuta per incrocio tra B. oleracea e B. campestris. B. napus, a sua volta, si divide nei tipi da seme (var. oleifera) e da radice. Il colza è una pianta annua con radice fittonante, fusto eretto e ramificato con altezza fino a 1,5 m, foglie indivise e sessili, infiorescenza a grappolo con 4 petali disposti a croce, generalmente di colore giallo. Il frutto è una siliqua, spesso deiscente a maturità con 15-40 semi. Il seme, liscio e rotondeggiante, di colore bruno scuro, tendente al rossastro, è molto piccolo (peso di 1.000 semi 3,5-5 g) e con un tenore in olio intorno al 40-45%. In linea generale esistono due tipi di colza: le varietà invernali, che esigono temperature molto basse (vernalizzazione) per entrare in fase riproduttiva e tollerano un fotoperiodo corto, e quelle primaverili, che non tollerano basse temperature e sono adatte a latitudini elevate a fotoperiodo molto lungo. I principali stadi fenologici del colza possono essere così suddivisi: stadio A cotiledonare visibili solo i cotiledoni; stadio B rosetta formazione delle prime foglie vere; stadio C levata si realizza lo sviluppo in altezza della pianta alla ripresa vegetativa con internodi ben visibili e in fase di allungamento; s tadio D bottoni fiorali riuniti bottoni fiorali nascosti dalle foglie apicali o ben visibili; stadio E bottoni fiorali separati allungamento del peduncolo fiorale e distanziamento dei fiori; stadio F fioritura inizio apertura dei fiori; stadio G formazione delle silique stadio che va dalla caduta dei petali alla maturazione. 3.3.2 Varietà e miglioramento genetico. Le varietà del genere Brassica sono prevalentemente autogame, con una percentuale di eterogamia che varia dal 25 al 30% a impollinazione entomofila. Si distinguono in varietà autunnali o non alternative , (generalmente utilizzate in Europa centro-meridionale), che fioriscono solo dopo un adeguato periodo di vernalizzazione e quindi la loro semina deve avvenire in autunno, e in varietà primaverili o alternative che, non necessitando di vernalizzazione, possono essere seminate sia in autunno sia in primavera (Canada e Nord Europa). L interesse è rivolto verso il miglioramento dei principali caratteri agronomici come la produzione di seme, di olio, l abbassamento della taglia e una serie di resistenze (all allettamento, alle principali fitopatie e alla deiscenza delle silique). Oggi, a scopo alimentare, sono coltivate varietà 00 (zero acido eurucico e zero glucosinolati) oppure, più recentemente, sono comparsi anche gli ibridi F1, già realtà commerciale, che sfruttando l eterosi forniscono una produzione maggiore del 5-10% rispetto alle normali varietà, anche se l elevato costo del seme non sembra favorirne l utilizzo in tutti gli ambienti. In realtà si tratta di linee ibride composte o varietà associate , in quanto ottenute da una mescolanza tra una linea impollinante (20%) e una linea maschio-sterile (80%). Una maggiore incertezza esiste invece per quanto concerne l impiego di nuovi tipi transgenici, per il pericolo che i caratteri introdotti, primo tra tutti la resistenza agli erbicidi, possano essere trasmessi alle Brassicacee spontanee. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin