3.3.5 Avversità di colza e ravizzone

COLTURE OLEAGINOSE - SENAPE D 107 In Italia, in coltura autunno-primaverile, un obiettivo realistico di resa si colloca intorno alle 2,5-3,0 t/ha di granella, mentre in coltura primaverile-estiva, per l accorciamento del ciclo vegetativo, si ottengono circa 1,5-1,8 t/ha. Il prodotto dovrebbe essere consegnato all industria appena raccolto per evitare rischi di riscaldamento della massa, con possibili alterazioni qualitative dell olio. In ogni caso è bene raccogliere un prodotto con buone caratteristiche fitosanitarie, umidità non superiore al 9% eliminando le impurità (frammenti di pianta, semi rotti, semi di erbe infestanti, ecc.) che non devono superare il 2%. Il colza, come tutte le Crucifere, presentava nell olio percentuali importanti di acido erucico che, in seguito, è stato escluso dall uso alimentare in quanto considerato nocivo. Inoltre le farine disoleate, pur avendo un contenuto di proteina del 38-40% e un buon valore biologico, presentavano fattori tossici (glucosinolati) ad azione gozzigena , per cui non potevano essere utilizzate per l alimentazione animale. Recentemente l attività di miglioramento genetico ha consentito l ottenimento di varietà definite a doppio zero , cioè a zero contenuto di acido erucico e con bassissimo livello di glucosinolati. Contemporaneamente però si è sviluppato l interesse per l utilizzo no-food della coltura, che ha portato allo sviluppo di varietà ad alto contenuto in acido erucico nell olio (.55%), come richiesto dall industria che produce materiali plastici biodegradabili. Attualmente è molto forte l interesse per l utilizzo dell olio di colza 00 a scopo energetico, come biocombustibile tal quale oppure trasformato per produrre combustibile liquido (biodiesel). Occorre tenere presente che, nel caso si coltivino contemporaneamente tipi a zero erucico e ad alto erucico , è possibile realizzare un interincrocio; questo porterebbe al conseguimento di un prodotto di difficile collocazione, in quanto il contenuto (intermedio) di acido erucico del suo olio sarebbe troppo alto per un uso alimentare e troppo basso per un uso industriale. Pertanto la distanza di isolamento non dovrebbe essere inferiore a 300 m. 3.3.5 Avversità di colza e ravizzone (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). Tra gli insetti ricordiamo il coleottero Meligethes aeneus che attacca le gemme fiorali e i nematodi. Tra i patogeni, oltre alla Sclerotinia, ricordiamo, anche la Plasmodiophora brassicae, che attacca le radici, e il Phoma lignam, che attacca ipocotile e fusto. 3.4 Senape (Sinapis alba; Sinapis nigra; Brassica juncea). Sono descritte le tre specie che rivestono un certo interesse agrario. 3.4.1 Senape nera (Sinapis nigra). diffusa in Africa settentrionale e in Oriente, mentre in Italia solo occasionalmente si trova al Sud. Ha le stesse esigenze trofiche del colza, anche se più precoce e resistente al secco, con una potenzialità produttiva intorno a 1 t/ha di seme. Il panello proteico, data la presenza di glucosinolati, può essere utilizzato come concime. 3.4.2 Senape bianca (Sinapis alba). coltivata principalmente in Germania e nei Paesi del Centro Europa come foraggio verde o sovescio. In Italia si trova sporadicamente al Centro-Sud e, rispetto alla senape nera, è più precoce e dotata della stessa resistenza al secco. Come pianta da olio è meno produttiva della senape nera, mentre come foraggera si fa preferire a quest ultima perché meno pericolosa per gli animali. Entrambe le specie hanno un contenuto di olio nel seme intorno al 30%, radice fittonante, fusto eretto, foglie pennatosette e infiorescenza a grappolo con fiori gialli, tipici delle crucifere. Le silique contengono semi bianco-giallastri nella Sinapis alba e bruni nella Sinapis nigra. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin