1.2 Frumento

CEREALI - FRUMENTO D 11 B ianconatura: riguarda soprattutto i grani duri ed è dovuta a carenza di azoto nel terreno. Peso elettrolitico: è un sistema di analisi molto utilizzato a livello commerciale. Si usa la bilancia di Schopper ed esprime il peso per unità di volume in granella (kg/hl). U midità: è la perdita di peso subita da un campione sottoposto a temperatura di 105 °C; è un parametro commerciale molto importante. C ontenuto proteico: influenza la qualità degli sfarinati e delle semole determinando l attitudine alla panificazione. Altri indici possono fornire ulteriori informazioni e sono rappresentati dall indice di caduta di Hagberg o falling number. 1.2 Frumento (Triticum sp.pl.) Superficie ha x 1.000 1.2.1 Importanza e diffusione della coltura. I primi abitanti del bacino del Mediterraneo furono particolarmente attratti da un gruppo di graminacee selvatiche che crescevano spontaneamente occupando vaste aree: si trattava dei progenitori dei frumenti coltivati oggi. Più di 10.000 anni fa il frumento diventò la fonte alimentare per eccellenza, in quanto le cariossidi di questo cereale presentavano già nelle forme spontanee una serie di caratteristiche che ne fecero il cibo ottimale per le popolazioni di quei tempi: valore energetico elevato, facilità di conservazione nel tempo, rapporto favorevole tra valore energetico del prodotto ed energia spesa per la sua raccolta o coltivazione, elevata digeribilità a seguito di cottura. Il frumento tenero è il cereale più coltivato e utilizzato nel mondo per l alimentazione umana. La superficie coltivata a frumento tenero in Italia si è notevolmente ridotta a causa del maggiore interesse a coltivare frumento duro al Centro e mais al Nord. Si è infatti passati dagli oltre 3,5 milioni di ettari prima della seconda guerra mondiale a 1,5 milioni di ettari dell inizio degli anni 80 del secolo scorso, fino a circa 600.000 ha all inizio del 2000 (Fig. 1.5). In Europa la coltivazione è localizzata in Paesi come Francia, Inghilterra, Austria e Germania, dotati di migliori sistemi organizzativi, di più favorevoli condizioni ambientali e di un contributo più incisivo alla ricerca che sostiene l attività produttiva. La produzione mondiale di frumento duro ha raggiunto i 27,8 milioni di tonnellate. L Italia, uno dei maggiori produttori a livello mondiale, insieme a Spagna, Francia e Grecia, rappresenta il 95% della produzione comunitaria. In Italia, la superficie da alcuni anni si è mediamente attestata su 4.000 1,6 milioni di ha e la produzione è 3.500 F. tenero localizzata al Centro-Sud e in parF. duro ticolare in Puglia e in Sicilia. Negli 3.000 ultimi anni l area di coltivazione si 2.500 è estesa anche alle zone più set2.000 tentrionali, nelle quali però non sempre si ottengono produzioni 1.500 qualitativamente valide. 1.000 500 1926 FIG. 1.5 Trend del frumento tenero e duro in Italia dal 1926 al 2003 (fonte Istat). 1936 1946 1956 1966 Anno 1976 1986 1996 D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin