3.9 Oleaginose minori

COLTURE OLEAGINOSE - SESAMO - RICINO - O. MINORI D 111 protettive. Un altro impiego consiste nella produzione di polimeri utilizzati per la fabbricazione di cavi, reti, filtri, contenitori per sostanze chimiche, centrifughe e piccoli depuratori di acqua. L idrogenazione totale o parziale dell olio permette di ottenere cere per smalti, carte patinate e cosmetiche. 3.9 Oleaginose minori 3.9.1 Crambe abissinica. Crucifera originaria dell Africa orientale, è una pianta erbacea annuale, di circa 1 m di altezza, ramificata, con foglie grandi e ovate; l infiorescenza è un lungo racemo con fiori piccoli e biancastri, i frutti sono capsule sferiche con singolo seme. La semina può essere effettuata sia in autunno sia in primavera, tenendo però presente che la pianta non tollera temperature prossime allo 0, a una distanza di 30 cm tra le file, e prevede un investimento di 100 p/m2 corrispondente a 10 kg/ha di seme intero. Il ciclo si compie in circa 100 giorni. La coltivazione in Italia centro-settentrionale ha fornito ottime produzioni (2,8 t/ha di seme), con un contenuto di olio del 35% e il 55% di acido erucico. Tale olio, tra i più ricchi in acido erucico, è molto apprezzato dall industria di lubrificanti e nella lipochimica. 3.9.2 Brassica carinata. Crucifera originaria dell Etiopia, è una specie ottenuta dall incrocio tra B. nigra e B. oleracea. apprezzata per alcune caratteristiche agronomiche, come le silique indeiscenti a maturità, la naturale resistenza a molte patologie del colza e l apparato radicale profondo e idoneo a valorizzare ambienti marginali e siccitosi (quelli mediterranei del Sud Europa). Sperimentata in diversi ambienti italiani, ha fornito produzioni oscillanti tra 1 e 2 t/ha di seme, con il 30% di olio. Recentemente sono disponibili genotipi a basso (0%) e alto (650%) contenuto di acido erucico, mentre il problema dell elevato livello di glocusinolati nel panello proteico impedisce una sua utilizzazione nell alimentazione animale. 3.9.3 Camelina sativa. Crucifera a semina primaverile, in Italia è interessante come oleaginosa no-food per il suo olio, unico per composizione acidica (30-40% di acido linolenico, 15% di acido eicosenico e 4% di acido erucico) e utilizzato come essiccativo nella preparazione di vernici e colori. Inoltre, il basso contenuto di glucosinolati consente un più agevole utilizzo nell alimentazione animale. Sperimentata in ambienti del Nord dell Italia, ha fornito 1,5 t/ha di seme con il 35% di olio e un ciclo colturale brevissimo consentendo un suo utilizzo in secondo raccolto. 3.9.4 Coriandrum sativum. Il coriandolo è un ombrellifera erbacea annuale, in passato utilizzata essenzialmente in medicina e come spezia per la presenza di oli essenziali; oggi è apprezzata anche come coltura no-food per la composizione acidica dell olio (dal 10 al 28% del frutto), costituito per il 68% da acido petroselinico, isomero dell acido oleico utilizzato nell industria oleochimica. In Italia, se è seminato in primavera, riduce a soli 90 giorni il proprio ciclo, con produzioni di 1,5 t/ha. 3.9.5 Euphorbia lathyris. stata sperimentata nel Sud dell Italia fornendo produzioni comprese tra 0,5 e 2 t/ha, con un contenuto di olio che va dal 42 al 53%, con 85% di acido oleico e vernolico. Presenta elevata variabilità tra genotipi con risposta all irrigazione, mentre il problema delle sostanze urticanti a raccolta è superato dai moderni genotipi annuali che maturano in campo. 3.9.6 Cuphea. Appartenente al genere delle Lythraceae, è interessante per la preponderante presenza di acidi grassi a catena corta (acido laurico e caprico) dell olio, che costituisce dal 15 al 37% del seme a seconda delle specie. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin