4. Colture da inulina

D 112 D.1 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 4. Colture da inulina 4.1 Aspetti introduttivi. Si tratta di colture destinate essenzialmente alla produzione di inulina o di dolcificanti, da impiegarsi nell industria della torrefazione, come fibra alimentare e come materiale per le industrie alimentari, farmaceutiche e cosmetiche. L inulina è presente in molte piante: nei cereali, prima della maturazione, e in tutte le Asteracee e Liliacee come cipolla, asparago, aglio, carciofo, ecc. Le piante che negli ultimi tempi hanno destato maggiore interesse per tale produzione sono la cicoria da radice (tradizionalmente impiegata per la torrefazione) e il topinambur (considerata pianta infestante od ortiva). L inulina è un fruttano (polisaccaride), con grado di polimerizzazione (DP) variabile, ed è costituito da una catena formata da una molecola di saccarosio terminale e da numerose molecole di fruttosio. Il DP varia da circa 10 a valori anche molto elevati (più di 100), ma con la maggiore concentrazione tra DP 20 e 35. Si presenta come una sostanza insolubile in acqua fredda, solubile in acqua calda e senza potere dolcificante. Nelle radici di cicoria e nei tuberi e fusti di topinambur, in relazione alle condizioni ambientali, si formano anche oligofruttani, con un minore grado di polimerizzazione (DP inferiore a 10) e con debole potere dolcificante (pari a 0,4-0,6 volte quello del saccarosio). Anche il potere calorico dei fruttani (da 1 a 1,5 kcal/g) è inferiore a quello del fruttosio (3 kcal/g) e del saccarosio (4 kcal/g). L inulina permette quindi di ridurre la densità energetica dei cibi ed è anche impiegata per arricchirli con fibra alimentare al posto di zuccheri e grassi; essa, infatti, soprattutto con catena lunga, viene assimilata molto lentamente nel tratto intestinale comportandosi come fibra alimentare a basso contenuto calorico. I fruttani sono classificati come alimenti funzionali e non causano, dopo ingestione, un aumento di fruttosio, glucosio e di insulina nel plasma, confermandosi perciò prodotti ideali per la dieta dei diabetici. L inulina è adottata in numerose preparazioni alimentari e, più recentemente, per la produzione di film edibili con permeabilità controllata a gas e acqua, da impiegarsi per aumentare la conservabilità e la shelf life dei preparati alimentari. Per idrolisi chimica o enzimatica dell inulina si ottengono diversi prodotti: fruttosio, con potere dolcificante di 1,3-1,5 volte quello del saccarosio, sciroppi dolcificanti, formati da miscele di fruttosio, glucosio e fruttani a basso grado di polimerizzazione. La produzione industriale di inulina si realizza in due fasi: nella prima avviene l estrazione e la depurazione attraverso una carbonatazione con calce, simile al trattamento della bietola da zucchero; nella seconda fase il processo è più simile a quello dell amido e consiste nella demineralizzazione attraverso resine a scambio ionico e decolorazione con carbone attivo. La stima del contenuto totale di inulina può essere ottenuta in modo approssimato come: Inulina (%) 5 (F 1 G ) / 1,1 dove F e G sono, rispettivamente, i contenuti (% su ss) di fruttosio e glucosio dopo idrolisi completa in HCl. L inulina può essere stimata più correttamente, qualora sia possibile effettuare anche l analisi degli zuccheri riducenti prima dell idrolisi, determinando il glucosio libero (fg), il fruttosio libero (ff ) e il saccarosio libero (fs). Il contenuto in inulina si ottiene quindi come: Inulina (%) 5 (F 1 G ) 2 (fg 1 ff 1 fs)

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin