4.2 Cicoria da industria

COLTURE DA INULINA - CICORIA DA INDUSTRIA D 113 Esistono anche altre relazioni che tengono conto di glucosio e fruttosio derivanti dal saccarosio e delle molecole di acqua che vengono assunte con l idrolisi. Per valutare il grado di purezza Baert e Van Waes (1999) hanno impiegato un indice di purezza (PI) calcolato come: PI 5 [(F 1 G ) / Brix] ? 100 dove Brix è la misura rifrattometrica in °Brix %. opportuno notare che la misura rifrattometrica rileva i contenuti di fg, ff e fs, ma anche, in qualche misura, di fruttani a catena corta. Un altro indice qualitativo è la percentuale di zuccheri liberi (ZL ), calcolata come: ZL 5 [(fg 1 ff 1 fs) / (F 1 G)] ? 100 Una semplice valutazione della lunghezza media della catena di inulina viene ottenuta con il rapporto F/G. Più alto è l indice, maggiore sarà la lunghezza media della catena inulinica. In genere, un alto contenuto di inulina è correlato con una elevata lunghezza della catena. 4.2 Cicoria da industria (Cichorium intybus var. sativum). La cicoria ha origine europea ed è attualmente molto diffusa, come pianta spontanea, nei luoghi erbosi e lungo le banchine stradali. L impiego della cicoria risale a tempi molto antichi: alcuni scritti del 2000 a.C. narrano le virtù di questa pianta. Nel IX secolo Wahal e Leck, in Olanda, realizzarono una prima selezione varietale e, nel XVIII secolo, apparvero le prime torrefazioni in Germania e Olanda per l impiego della cicoria come surrogato del caffè. Le superfici raggiunsero, in Europa, un massimo di 150.000 ha nel 1950. Il mutare delle condizioni politiche determinò quindi un ritorno al caffé e una riduzione delle superfici coltivate a cicoria. A partire dagli anni 70 il rinnovato interesse per la cicoria da radice, destinata alla produzione di dolcificanti (sciroppo di inulina e fruttosio), ha fatto lievitare nuovamente le superfici coltivate. Ad inizio secolo la superficie europea dedicata alla cicoria per l estrazione di inulina ha oscillato attorno ai 15.000 ha, ripartita soprattutto tra Francia, Belgio e Olanda. Le statistiche FAO riportano, per lo stesso anno, una superficie mondiale di circa 20.000 ha coltivati a cicoria da inulina. 4.2.1 Esigenze climatiche e pedologiche. In Europa la cicoria cresce e si produce nella fascia di latitudine compresa fra il 35° e il 55° parallelo. Si adatta a un ampia varietà di ambienti, ma buone produzioni si ottengono solo in climi freschi, con temperature moderate e corretta disponibilità idrica. I terreni più adatti per le produzioni di cicoria sono quelli profondi, di tessitura media e ben drenati. Nei suoli compatti le radici di cicoria si ramificano. I terreni con oltre il 30% di argilla causano problemi di emergenza e difficoltà durante l estirpo, con elevate perdite (10-20%) dovute alla rottura della parte distale della radice. Problemi di estirpo si possono verificare anche con terreni dotati di scheletro di grosse dimensioni. Nella cicoria i ritorni di freddo e l eccessivo caldo estivo causano pre-fioritura con comportamento annuale della coltura e perdita di produzione. Le temperature notturne elevate risultano dannose per la produzione, soprattutto durante la fase finale di accumulo. La cicoria presenta un alta capacità di controllo della perdita idrica e quindi difficilmente l apparato fogliare evidenzia condizioni di stress idrico, come invece succede nella bietola; tuttavia D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin