4.2.2 Caratteri botanici e biologia

D 114 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO ciò non significa che non si verifichino riduzioni di produzione. Pertanto è difficile identificare con precisione il momento opportuno per intervenire con l irrigazione dato che un eccesso di umidità nel suolo può favorire l insorgenza di marciumi radicali. 4.2.2 Caratteri botanici e biologia. La cicoria è una pianta erbacea, a ciclo biennale, appartenente alla famiglia delle Compositae (Asteraceae), genere Cichorium, che annovera le specie endivia e intybus (fra di loro interfertili). Alla specie endivia appartengono la cicoria scarola e la cicoria riccia, mentre alla specie intybus appartengono le cicorie italiane (i radicchi veneti di Treviso, Castelfranco, Verona, ecc.), i tipi da forzatura (Witloof e barba di cappuccino), la cicoria da foraggio (da radice o da pascolo) e la cicoria da radice, detta anche cicoria industriale o da inulina. La cicoria presenta fecondazione allogama entomofila; il primo anno forma una rosetta di foglie e il secondo un fusto ramificato con fiori azzurri. Il ciclo colturale inizia con la semina a marzo-aprile e termina con la raccolta a ottobre-novembre. In relazione alle caratteristiche genetiche delle varietà e in presenza di basse temperature all inizio del ciclo, le piante possono fiorire già dal primo anno (pre-fioritura), con minore produzione e inferiore qualità delle radici. 4.2.3 Tecnica colturale. La cicoria si può inserire nell avvicendamento al posto della bietola da zucchero, alternandosi proficuamente ai cereali, con il vantaggio di non essere sensibile agli attacchi di nematodi e rizomania. Per valutare l inserimento della cicoria, bisogna tenere presente le patologie alle quali la specie si è rivelata sensibile (anche se con incidenza ridotta): oidio, alternaria, marciumi radicali e ruggine. La precessione di colture miglioratrici (leguminose) va considerata con cautela, per l eccessivo arricchimento del terreno in sostanza organica e azoto e il conseguente rischio per lo stato sanitario dei fittoni. Per la semina della cicoria, il terreno deve essere preparato accuratamente con lavorazione estivo-autunnale (nei terreni argillosi), effettuata a media profondità; la semina deve essere molto superficiale (circa 0,5-1 cm), su terreno adeguatamente preparato e livellato, e si effettua in marzo-aprile prevedendo un investimento finale di circa 16 piante/m , con interfila di 45-50 cm, tenendo presente che una semina precoce consente alla coltura di allungare il ciclo, mentre una posticipata mette al riparo dalle gelate e riduce il pericolo di pre-fioritura. Per quanto riguarda il controllo delle malerbe, nella cicoria tale pratica risulta importante perché la pianta ha una crescita iniziale lenta e scarsa capacità competitiva. Si effettua con i medesimi p.a. utilizzati per la barbabietola, sia in pre- sia in post-emergenza, anche se non sempre risultano completamente soddisfacenti. 4.2.4 Utilizzazione e raccolta del prodotto. La cicoria non presenta, durante il periodo invernale, una interruzione fisiologica della crescita poiché tale attività viene semplicemente rallentata; quindi, almeno in teoria, è possibile ritardare la raccolta delle radici fino a che le condizioni climatiche lo consentano. Un forte fattore limitante, soprattutto nel Nord Europa, è l abbassamento delle temperature e di conseguenza il rischio che queste determinino un abbassamento della qualità del prodotto per diminuzione del grado di polimerizzazione. La raccolta della cicoria ha inizio a settembre e si effettua con le medesime attrezzature della bietola, opportunamente regolate. Le produzioni che si ottengono vanno da 45 a 55 t/ha t.q. di radici al 16% di zuccheri totali e 15% di inulina sul fresco. Dopo

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin