4.2.5 Produzione

COLTURE DA INULINA - CICORIA DA INDUSTRIA D 115 l estrazione dell inulina dalle radici di cicoria, sono disponibili le polpe (disidratate o surpressate), simili a quelle prodotte con la barbabietola da zucchero e utilizzabili nell alimentazione dei ruminanti. 4.2.5 Produzione. Prove sperimentali effettuate in Italia negli anni 90 hanno evidenziato rese medie di circa 50 t/ha di fittoni, con oscillazioni da 25 a 80 t/ha. Il contenuto di inulina delle radici ha oscillato dal 13% al 17% del peso fresco. In generale, la prefioritura è risultata mediamente del 7%, con punte (poco frequenti) del 30%. La parte della pianta di interesse industriale è la radice, per la quale si riporta un contenuto di s.s. intorno al 27%, un contenuto di glucidi totali del 22% circa e una frazione inulinica del 14-15% circa (sul fresco) (Tab. 1.10). Cultivar e ambiente determinano importanti variazioni nella qualità della produzione da trasformare. Per il trattamento industriale di estrazione dell inulina si preferisce un prodotto grezzo ad alto contenuto di inulina, elevata purezza degli estratti, catena inulinica lunga, assenza di mono- e disaccaridi che interferiscono sulla purificazione dell inulina, rallentandone il processo di isolamento dal materiale grezzo. Il clima e la data di raccolta influiscono molto sulla lunghezza della catena e sulla presenza di zuccheri liberi. In generale si rileva che temperature basse e carenza idrica peggiorano la qualità dell inulina riducendo la lunghezza della catena e aumentando i contenuti di fruttosio e glucosio liberi. Ciò comporta tuttavia una maggiore resistenza degli organi al congelamento e alla carenza idrica. TAB. 1.10 Composizione della radice di cicoria e dei tuberi di topinambur in relazione all epoca di raccolta Cicoria2 Contenuto radici (% s.s.) Sostanze organiche Sostanza secca Glucidi totali come fruttosio Glucidi direttamente riducenti1 Inulina Glucidi non assimilabili Protidi totali Lipidi totali Pectine Elementi minerali Ceneri Calcio Fosforo Sodio Potassio Ferro Magnesio Rame 26,6 81,2 21,7 53,1 4,39 3,95 1,35 0,45 3,08 0,24 0,18 0,05 1,67 0,004 0,079 0,00075 Topinambur3 Racc. novembre Racc. marzo (% s.s.) (% s.s.) 25,1 71,1 14,5 55,9 5,09 1,02 24,1 69,4 9,9 52,6 4,11 1,01 4,37 1,74 4,68 Come fruttosio. CERTIA, riportato in Marchetti, 1993. 3 Da Praznik et al., 1998, con raccolte in novembre e in marzo (media cv. Gigant, Topstar, Violet de Rennes). 4 Approssimato. Rielaborazione di dati di Patakai e Barta, 1998. 1 2 D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin