4.2.6 Varietà e miglioramento genetico

D 116 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 4.2.6 Varietà e miglioramento genetico. Il materiale coltivato è costituito da popolazioni a libera impollinazione, ma sempre più spesso vengono impiegate varietà sintetiche (es. Orchies e Cassel) o ibridi basati sulla maschio-sterilità genetica (es. Bergues e Rubis). Sono stati anche ottenuti, come nella bietola, ibridi triploidi, impiegando come impollinanti famiglie tetraploidi, ed è stata reperita anche la maschio-sterilità citoplasmatica. Gli obiettivi del miglioramento genetico sono la resistenza alla pre-fioritura, la resa in fittoni, la forma delle radici (è preferibile una forma cilindro-conica), la percentuale in sostanza secca solubile (legata al tenore in inulina), la tolleranza ad alternaria, oidio, phoma, sclerotinia, rhizoctonia, la conservabilità delle radici (poiché la cicoria, contrariamente alla bietola, non presenta riposo vegetativo), la predisposizione all anticipo della semina primaverile, la maggiore lunghezza delle catene di inulina. 4.3 Topinambur (Helianthus tuberosus). La specie, originaria della fascia meridionale degli attuali Stati Uniti d America, è diffusa allo stato spontaneo nella maggior parte delle regioni centrali e orientali degli USA e del Canada, in gran parte dell America centrale e dell America Latina e in tutta l Europa centro-meridionale. Nel Vecchio Continente il topinambur fu importato per la prima volta in Francia agli inizi del XVI secolo. Come specie coltivata ha conosciuto alterna fortuna; attualmente la coltura è praticata su limitate superfici in Francia, in Germania, negli Stati Uniti meridionali e in alcuni Paesi dell Est europeo, principalmente per la produzione di tuberi da destinare all alimentazione umana o animale. In Italia la coltura è presente a carattere sporadico in alcune regioni del Nord e del Centro. 4.3.1 Esigenze climatiche e pedologiche. In Europa il topinambur cresce e produce nella fascia di latitudine compresa fra il 35° e il 55° parallelo. Presenta ampia adattabilità agli ambienti, ma buone produzioni si ottengono solo in climi freschi con temperature moderate e corretta disponibilità idrica. I terreni più adatti sono quelli profondi, di tessitura media e ben drenati; i terreni argillosi possono creare problemi di raccolta ed eccessivo imbrattamento del prodotto. Nei terreni troppo umidi viene favorito lo sviluppo della parte aerea a scapito della produzione di tuberi, mentre nei suoli compatti i tuberi di topinambur restano piccoli e deformi. In prossimità della maturità fisiologica, le piante possono andare incontro a disseccamenti causati dai primi freddi autunnali. I tuberi immaturi sono facilmente devitalizzati da temperature inferiori a 0 °C, dato che i tessuti congelano già a 23 °C; invece i tuberi dormienti possono sopportare abbassamenti termici anche fino a 212 °C. Il topinambur presenta una certa resistenza alla carenza idrica, mentre un eccesso di umidità nel terreno può favorire l insorgenza di marciumi radicali. 4.3.2 Caratteri botanici e biologia. Il topinambur (Helianthus tuberosus) è un alloesaploide (2n 5 102) appartenente alla famiglia delle Compositae, tribù delle Heliantheae. una specie erbacea perenne, che si propaga quasi esclusivamente per via agamica, per tubero, per stolone o per cespo. Il sistema radicale è rappresentato da un apparato fittonante con radici profonde piuttosto spesse e radici superficiali sottili. Dalla zona basale degli steli si dipartono fusti sotterranei (stoloni), variamente ramificati, i cui internodi apicali si ingrossano a formare i tuberi, che si dispongono a profondità variabile nello strato più superficiale del terreno (0-20 cm in genere). Il topinambur si riproduce anche per via gamica con impollinazione prevalentemente allogama entomofila.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin