4.3.3 Varietà e miglioramento genetico

COLTURE DA INULINA - TOPINAMBUR D 117 Tuttavia, la riproduzione gamica è meno abituale e difficilmente vengono prodotti semi germinabili a causa dell elevata sterilità del polline. La specie è brevidiurna e sembra che la fioritura e la formazione del seme siano indotte da fotoperiodi brevi e temperature elevate, pur con risposte diverse in funzione del genotipo. Il ciclo di sviluppo del topinambur inizia con il germogliamento degli organi vegetativi e termina con la maturazione dei tuberi, che avviene qualche settimana dopo il completo ingiallimento della parte epigea della pianta, allorché il processo di traslocazione dei fotosintetati ai tuberi si è concluso. In Italia il ciclo di sviluppo della coltura si prolunga in genere dai primi di marzo ai primi di novembre, con variazioni dell epoca di maturazione legate all ambiente e alla precocità della cultivar. 4.3.3 Varietà e miglioramento genetico. Il topinambur si riproduce per via vegetativa e quindi le cultivar disponibili sono varietà clonali, ottenute per incrocio, o mutazioni indotte per successiva selezione dei cloni considerati più rispondenti. Tutte le cultivar attualmente disponibili sono di provenienza estera, ma esistono anche popolazioni locali, eterogenee per una serie di caratteri fenologici e biometrici, che presentano in genere tuberi più piccoli e con epidermide più spessa e taglia della pianta maggiormente elevata. Il ricorso a popolazioni locali è quindi decisamente sconsigliabile. Le cultivar si distinguono per colore, forma e dimensione del tubero, numero di fusti per cespo, taglia della pianta, precocità di fioritura, precocità di maturazione e capacità produttiva in fusti e tuberi, contenuto zuccherino in fusti e tuberi, differente allocazione dei fotosintetati tra fusti e tuberi. Finora l attività di miglioramento genetico del topinambur non è stata molto intensa, probabilmente in ragione non solo dello scarso interesse suscitato in passato dalla coltura, ma anche di una certa difficoltà nello sfruttare la variabilità presente nella specie attraverso l incrocio. Attualmente gli obiettivi del miglioramento genetico riguardano l evoluzione delle rese, la riduzione del ciclo agronomico, la semplificazione degli interventi colturali, il perfezionamento della qualità dei tuberi (contenuto in inulina, regolarità di forma e dimensione), la diversificazione dell attitudine produttiva della coltura (fusti o tuberi). 4.3.4 Tecnica colturale. Non sono conosciuti effetti particolarmente evidenti della precessione colturale sull accrescimento, lo sviluppo e la produttività della coltura. Potrebbe invece sussistere il pericolo di diffusione di malattie ubiquitarie come la sclerotinia e l oidio. Il topinambur succede bene a se stesso solo per un limitato numero di cicli annuali (2-3), poi i tuberi nel terreno subiscono più facilmente attacchi fungini. Non è consigliabile la precessione di colture miglioratrici (leguminose). Il problema dei ricacci preoccupa gli agricoltori ma, nelle cultivar migliorate tale problema è ridotto. Si producono meno stoloni, tuberi più grossi e in minor numero e, infine, più raccolti intorno alla base del fusto. Gli interventi di controllo dei ricacci possono essere di tipo agronomico, chimico o meccanico. Come interventi agronomici si possono adottare l aratura profonda e la successione di colture da sfalcio a elevata densità o di cereali vernini. Il controllo chimico in pre-semina è teoricamente possibile con un diserbante totale di tipo disseccante o sistemico. Tuttavia si riscontrano forti limitazioni poiché la germogliazione è tardiva (tra fine marzo e inizio aprile) e per evitare conseguenze sulla coltura è necessario lasciare un congruo lasso di tempo (almeno 4 settimane) fra l epoca di trattamento e quella di semina. Sulla coltura in atto è possibile intervenire con diserbanti selettivi. L impianto della coltura si effettua ponendo a dimora i tuberi D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin