5. Colture da fibra

COLTURE DA FIBRA D.1 D 119 5. Colture da fibra 5.1 Aspetti introduttivi. Colture annuali che producono fibre, per la maggior parte soffici, che sono utilizzate dall industria tessile per produrre fili e filati, da cui si ricavano innumerevoli prodotti o tessuti. Le principali colture da fibra sono il cotone e il lino. Linaceae Linum usitatissimum L., lino. Malvaceae Gossypium spp., cotone; Hibiscus cannabinus L., kenaf. Tiliaceae Corchorus spp., juta. Amaryllidaceae Agave spp., sisal. Cannabaceae Cannabis sativa L., canapa. Leguminosae Spartium junceum D., ginestra di Spagna. Urticaceae Boehmeria nivea (L.) Gaud., ramiè; Urtica dioica L., ortica. Sono coltivate inoltre abaca, agave, ecc. La fibra naturale nel mondo deriva per il 40% da foreste e per il 60% da colture erbacee coltivate su circa 35 milioni di ettari, con una produzione di circa 23 milioni di tonnellate. Il mercato mondiale è costituito da circa 6 milioni di tonnellate di fibra, con un valore di 7 miliardi di dollari, ed è rappresentato per il 90% dal cotone. Il cotone è la coltura prevalente da fibra, per qualità e importanza di mercato, anche in Italia, dove occupa il 95% del mercato e il 90% in valore. Il nostro Paese ne importa circa 300.000 t, per un valore di 450 milioni di dollari. I vari motivi di interesse per l incremento delle colture da fibra sono la possibilità di un uso alternativo del suolo, l abbassamento della pressione dell industria della carta sulle foreste, la rivalutazione delle fibre vegetali (naturali) rispetto a quelle sintetiche (dovuta all aumento della richiesta di tessuti biologici e alla preoccupazione del consumatore per i residui tossici nei tessuti) e infine il negativo impatto sulla salute dell uomo (es. allergie). Ultimamente è andato aumentando l interesse da parte delle Istituzioni (che forniscono finanziamenti per le colture da fibra a gestione ecocompatibile) verso altre fibre, come il kenaf, la canna di Provenza, la ginestra, la cui coltivazione ha subìto un forte rialzo. Il kenaf, in teoria, è la specie più qualitativa e produttiva dei climi mediterranei: può produrre, infatti, fino a 20 t/ha di materia secca idonea alla conversione in pasta di qualità, a differenza della canapa che ha una resa inferiore di 10-15 t/ha, e del lino, che permette di ricavare olio dai semi e fibra dallo stelo. Va sottolineato che il suo utilizzo più vantaggioso è quello della fibra per usi tessili, particolarmente sviluppato nelle Fiandre. La canna di Provenza produce una cellulosa nobile impiegata nella produzione di fibre artificiali, come il rayon viscosa, molto apprezzate nel dopoguerra e ora tornate di moda. Merita considerazione la ginestra, in primo luogo per le caratteristiche della sua fibra, molto più tenace di quella del lino e della canapa. Da 100 kg di vermene (le foglie) si possono ottenere 7-8 kg di fibra grezza e sottoprodotti utili in biochimica e per la produzione di pasta da carta. Le colture da fibra danno anche la possibilità, a livello aziendale, di differenziare la produzione fornendo materiale per diversi usi industriali ed energetici, compreso l utilizzo dei sottoprodotti (lettiere, pacciamature, cosmesi, ecc.). La fibra è una cellula allungata con parete ispessita fino a occludere il lume che, a maturità, non contiene più protoplasma. Si trova in molti organi delle piante, specialmente nel floema e nello xilema del sistema vascolare, e conferisce elasticità, flessibilità e resistenza all allungamento della pianta (sclerenchima). D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin