1.2.2 Esigenze climatiche e pedologiche

D 12 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO 1.2.2 Esigenze climatiche e pedologiche. I frumenti sono coltivati nella fascia temperata dell emisfero Nord, tra i 30° e i 60° di latitudine, e nella fascia temperata dell emisfero Sud, tra i 20° e i 40° di latitudine. Sono specie longidiurne e microterme. Le esigenze termiche cambiano in funzione dello stadio vegetativo. La germinazione può iniziare già tra 4 e 7 °C, ma l optimum è compreso tra 20 e 25 °C. A fine inverno, con l innalzamento delle temperature oltre i 5-10 °C, inizia l allungamento dei culmi. L optimum per la fioritura è compreso tra 18 e 24 °C, con un minimo di 10 °C e un massimo di 32 °C. Le alte e le basse temperature, nonché gli stress idrici, influiscono negativamente sulla formazione delle cariossidi. Le rese produttive possono essere influenzate negativamente da temperature molto basse in inverno nelle prime fasi vegetative, ritorni di freddo in primavera, soprattutto durante la fioritura, e da alte temperature nel periodo di riempimento delle cariossidi. L attuale panorama varietale mette a disposizione dell agricoltore genotipi a ciclo colturale più o meno lungo, a differenti epoche di fioritura e maturazione, in grado di affrontare meglio le basse e le alte temperature. Il consumo idrico unitario del frumento è di 500 L/kg di sostanza secca prodotta. Per il completamento del ciclo di produzione le esigenze idriche sono comprese tra i 450 mm e gli 800 mm di pioggia, a seconda delle condizioni che regolano l evapotraspirazione e la lunghezza del ciclo della pianta. Precipitazioni annue, all incirca di 600 mm e ben distribuite durante il ciclo produttivo, sono sufficienti per la sua coltivazione. In ambienti con disponibilità idriche inferiori, conviene orientarsi verso la coltivazione di cereali più rustici (orzo). I terreni migliori sono quelli profondi, a elevata capacità di ritenzione idrica, con pH neutro-alcalico, di buona struttura, con tessitura da media a pesante (tendenzialmente argillosi) e una buona sistemazione idraulico-agraria, in quanto il frumento soffre molto i ristagni idrici. Non sono adatti alla coltivazione del frumento i terreni molto argillosi, con insufficiente aerazione e ridotta capacità drenante, fattori che possono provocare fenomeni di asfissia radicale durante i periodi piovosi. Queste difficili condizioni sono anche causa di attacchi da parte del mal del piede . Poco adatti sono anche i terreni sciolti, soprattutto per le carenze idriche, cui la pianta può andare incontro durante il riempimento della cariosside. Inoltre, in questi terreni si ha eccessiva aerazione e si possono verificare deficienze di elementi nutritivi causate dal dilavamento. Il frumento tollera i terreni alcalini e mostra media resistenza alla salinità. 1.2.3 Caratteri botanici e biologia. Il frumento appartiene alla famiglia delle Graminaceae, tribù Triticeae, genere Triticum. Studi morfologici, iniziati verso la fine del Settecento e accurate analisi citogenetiche condotte a partire dal 1920, hanno messo in evidenza che i frumenti appartengono a tre gruppi con numero cromosomico 2n 5 14 per i tipi diploidi, 2n 5 28 per i tetraploidi e 2n 5 42 per gli esaploidi. I diploidi si sono differenziati a partire da un antenato comune, per cui le sette paia di cromosomi delle diverse specie presentano un certo grado di similitudine (omeologia). I tetraploidi derivarono da incroci tra specie diploidi seguiti dal raddoppiamento del corredo cromosomico. A loro volta i tetraploidi, incrociandosi con specie diploidi, originarono i frumenti esaploidi. I genomi della specie sono stati contraddistinti con lettere: per esempio con A è indicato il genoma della specie Triticum monococcum (il farro

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin