5.2.2 Esigenze climatiche e pedologiche

COLTURE DA FIBRA - CANAPA D 121 al 2000. Negli ultimi anni il rinnovato interesse nei confronti delle fibre naturali e delle coltivazioni a basso impatto ambientale ha risvegliato l attenzione verso questa coltura in varie parti del mondo e in particolare in Europa. In Francia, Germania, Inghilterra e Olanda si sono sviluppate filiere agroindustriali che lavorano gli steli di canapa per ottenere fibre tecniche utilizzate dall industria (cartaria, automobilistica, bioedilizia) e canapulo (lettiere per animali, bioedilizia). In Italia il tentativo di ottenere fibra a destinazione tessile ha conosciuto nel 2004 il ritorno della canapa nelle province di Ferrara e Bologna su una superficie intorno ai 1.000 ettari. 5.2.2 Esigenze climatiche e pedologiche. La canapa è una coltura annuale che cresce durante la stagione calda. stata coltivata a livello sperimentale in ambienti molto diversificati (dal Sudafrica alla Finlandia), con rese interessanti in condizioni climatiche contrastanti. Tradizionalmente, negli ambienti della Pianura Padana, la semina era effettuata alla fine dell inverno (19 marzo, San Giuseppe). La temperatura minima di germinazione, 1 °C, permette tuttavia di anticipare l epoca di semina anche alla fine del mese di febbraio. Una emergenza rapida e omogenea è garantita da una temperatura del terreno prossima a 10 °C. La temperatura minima per la fioritura è 19 °C e per la maturazione 13 °C. La canapa cresce in diverse tipologie di terreni, ma predilige quelli di medio impasto, profondi, freschi, non compattati, senza ristagno e ricchi di sostanza organica. 5.2.3 Caratteri botanici e biologia. La classificazione della canapa ha da sempre suscitato notevoli controversie. I botanici sono oggi generalmente concordi nell attribuire al genere Cannabis un unica specie, accettando la distinzione del genere fatta da Linneo. Rimane tuttavia aperta la questione relativa alla distinzione delle subspecie, o varietà botaniche, all interno della specie. Notevole interesse ha suscitato la possibilità di distinguere tra tipi da droga e tipi da fibra: questa distinzione è legata all utilizzo di sofisticate metodologie di indagine e non a una semplice ispezione morfologica della pianta. Attualmente sembra sia preferita una classificazione chemiotipica basata sul contenuto in THC (tetraidrocannabinolo); si ha così una suddivisione in tipi da fibra (THC inferiore a 0,5%), intermedi da droga (THC tra 0,5 e 1%) e tipi da droga (superiore a 1%). Lo stelo nelle fasi giovanili è ruvido e peloso e diventa cavo, liscio e più o meno angoloso nelle fasi inoltrate di crescita e maturazione. Presenta costole sporgenti, soprattutto nella parte superiore del fusto, mentre nella zona dell ipocotile è rotondeggiante. Lo stelo, di altezza variabile tra 1 e 5 m, con portamento più o meno ramificato, è composto di nodi e internodi; gli internodi intermedi sono più lunghi e spesso più ingrossati rispetto a quelli della porzione basale e apicale. I cotiledoni (epigei), di forma lanceolata, hanno lunghezza variabile da 1 a 1,6 cm, circa tre volte superiore rispetto alla larghezza. Sono inseriti su un ipocotile con lunghezza fino a 5 cm e distano circa 2,5 cm dalla prima coppia di foglie vere. Le foglie sono picciolate, digitate (palmatosette), con numero variabile di segmenti subeguali e dentellati, ma di diverse dimensioni a seconda della fase del ciclo. Normalmente le foglie del primo palco epicotiledonare, così come quelle dell infiorescenza, presentano un solo segmento, il secondo palco tre segmenti, il quarto cinque, fino a raggiungere sette, nove o anche undici segmenti a seconda dei casi e dei genotipi considerati. Le foglie, prevalentemente opposte durante la fase vegetativa, sono alternate all approssimarsi della fioritura, quando la pianta produce internodi raccorciati. La radice della canapa è fittonante e, in terreni permeabili e ben preparati, può approfondirsi fino a 2 m. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin