5.2.5 Tecnica colturale

COLTURE DA FIBRA - CANAPA D 123 e ha continuato l attività iniziata dal suo predecessore Fleishmann, sia in Francia dove sono state sviluppate numerose varietà monoiche. La scelta dei francesi, di orientarsi su genotipi prevalentemente monoici, era dettata dalla necessità di avere colture omogenee, a maturazione contemporanea, in cui fosse possibile realizzare la raccolta del seme con macchine disponibili sul mercato (mietitrebbie). Negli ultimi anni il rinnovato interesse per la canapa da fibra ha risvegliato anche le attività di miglioramento genetico che oggi si avvalgono di tecniche e metodologie innovative; si ricordano gli studi sulla determinazione del sesso (che hanno portato all identificazione di un marcatore che permette una discriminazione rapida e precoce del sesso) e sulla genomica del THC (con identificazione di marcatori molecolari in grado di determinare il chemiotipo della pianta analizzata). Un programma di ricerca europeo da poco ultimato (HARMONIA), utilizzando la tecnica dei microarray, ha studiato l associazione tra attività dei geni che controllano il metabolismo della parete cellulare e qualità della fibra a destinazione tessile. Queste moderne tecnologie sono utilizzate per realizzare le varietà future. Le varietà iscritte alla lista varietale europea sono per la maggior parte genotipi ottenuti attraverso tecniche di miglioramento tradizionali. Il regolamento della Commissione europea, in seguito ai risultati dell analisi del tasso di THC delle varietà di canapa, stabilisce che ogni anno sia reso noto l elenco delle varietà ammesse per la produzione di fibra e che potranno beneficiare dei pagamenti diretti. 5.2.5 Tecnica colturale. Per illustrare la tecnica colturale della canapa da fibra è opportuno mediare informazioni provenienti da metodologie tradizionali (utilizzate un tempo in Italia e in parte ora nei Paesi con manodopera a basso prezzo) e dai nuovi orientamenti in atto nei Paesi in cui la coltura è stata reintrodotta recentemente, anche in relazione alle diverse destinazioni d uso. Avvicendamento. In considerazione dell apparato radicale profondo, degli effetti rinettanti, delle lavorazioni profonde e delle laute letamazioni garantite a questa coltura, la canapa era inserita negli avvicendamenti come coltura da rinnovo. Poteva succedere a se stessa, anche se normalmente era fatta precedere e/o succedere a un cereale autunno-vernino. Il frumento si avvantaggia infatti della precessione a canapa, come indicava Filippo Re nel 1806 e come confermano rilievi e studi condotti fino ai nostri giorni (Gorchs e Lloveras, 2000), ma sembra avvantaggiarsi anche della precessione di un cereale autunno-vernino (Somma, 1923). Poiché la canapa è particolarmente sensibile a diserbanti residuali (in particolare utilizzati su mais o pomodoro) e può essere danneggiata da parassiti quali Pythium, Sclerotinia e Piralide, si deve evitare di coltivarla in successione a colture infestate da questi parassiti (Rivoira, 2001). Sistemazione e preparazione del terreno. Nel passato veniva dedicata grande cura alla preparazione del terreno. Somma (1923) ricorda che nel bolognese si praticava una prima rompitura o fenditura del terreno dopo la raccolta del grano, una seconda dopo 15 giorni e infine un altra a fine agosto per interrare il letame. Le lavorazioni devono essere accurate e finalizzate alla realizzazione di un letto di semina che permetta una deposizione regolare del seme e quindi una emergenza uniforme della coltura. Concimazione. La coltura della canapa un tempo era lautamente letamata. Oggi si consigliano 150 kg/ha di N, 150 kg/ha di P2O5 e 100 kg/ha di K2O (Rivoira, 2001). La canapa è sensibile alla disponibilità di azoto e, quindi, le colture con scarsa disponibilità di tale elemento si presentano ingiallite, con accrescimento stentato e disomogenee. Tuttavia eccessi di azoto sono negativi in quanto diminuiscono la quantità di fibra prodotta, D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin