5.2.6 Raccolta

D 124 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO aumentano la mortalità per effetto di un più intenso autodiradamento e accrescono le probabilità di allettamento in condizioni di forte vento. Sperimentazioni condotte recentemente nel bolognese hanno mostrato un incremento produttivo in biomassa secca degli steli di circa 20 kg per ogni kg di azoto apportato (Amaducci et al., 2003). Semina. L epoca ottimale di semina si ha quando la temperatura del terreno raggiunge i 10°C, garantendo una pronta e uniforme germinazione della semente. Nella Pianura Padana veniva seminata tradizionalmente il 19 marzo e fino agli inizi di aprile, anche se era possibile un anticipo. Esperimenti condotti con genotipi dioici tradizionali (Carmagnola, CS, Fibranova) hanno dimostrato che è possibile un anticipo delle semine, realizzando un allungamento del ciclo con conseguente maggiore produzione in bacchette. Ciò non è sempre realizzabile con le varietà importate, oggi disponibili, sia quelle dioiche sia soprattutto le monoiche, poiché tendono a pre-fiorire se seminate troppo precocemente. Questo fenomeno, conosciuto già in passato (Barbieri, 1952), è dovuto al controllo fotoperiodico dello sviluppo della canapa. Essendo una coltura brevidiurna, alcuni genotipi selezionati in ambienti dell Europa centrale o settentrionale, se coltivati al sud con semine anticipate, sottopongono la canapa a condizioni di giorno corto che la portano a fioriture precoci e di conseguenza a produzioni ridotte. La canapa può essere seminata con seminatrici meccaniche da frumento praticando una distanza tra le file compresa tra 12,5 e 20 cm. La profondità di semina varia a seconda delle caratteristiche del terreno da 2 a 4 cm. La densità di semina è un fattore molto importante, che incide sulle caratteristiche qualitative della fibra e deve quindi essere decisa in base alla destinazione d uso del prodotto. Numerose sperimentazioni, in cui sono state messe a confronto diverse densità di investimento, hanno dimostrato che questo fattore incide in modo molto ridotto sulla produzione di biomassa secca della coltura. Cambiano invece la biometria e altre caratteristiche delle piante che, a basse densità, raggiungono notevoli altezze e diametri sviluppando la tendenza a ramificare. Normalmente basse densità (5-30 piante/m2) sono utilizzate per coltivazioni da seme, mentre densità di semina intermedie (50-100 piante/m2) sono adottate per destinazioni tecniche della fibra o anche per la produzione della carta. Le coltivazioni di canapa destinate alla produzione di fibra a uso tessile hanno investimenti variabili a seconda dell area e delle tecniche di coltivazione e vanno dalle 90-120 piante/m2 (alla raccolta), indicate dalla tradizione italiana, fino alle 400-600 piante/m2 (alla semina) della tradizione russa. Attualmente, in Italia, sono in corso coltivazioni di canapa a elevata fittezza per cui vengono impiegati fino a 100 kg/ha di seme, che corrispondono a più di 500 semi germinabili per m2. Lotta alle malerbe. L elevata fittezza d impianto e la notevole velocità di chiusura dell interfila fanno della canapa una coltura fortemente competitiva nei confronti delle malerbe, per cui non è necessario il ricorso al diserbo. Irrigazione. L irrigazione della canapa può essere considerata superflua negli ambienti del Nord Italia, mentre nel Centro e nel Sud sono sufficienti volumi stagionali rispettivamente pari a 1.500 e 3.000 m3/ha (Rivoira, 2001). 5.2.6 Raccolta. Il momento della raccolta deve essere scelto in funzione della destinazione merceologica del prodotto e delle metodologie di raccolta, variando a seconda della precocità del genotipo impiegato, dell ambiente e dell epoca di semina. La raccolta delle piante destinate all estrazione della fibra era effettuata alla piena fioritura femminile, che con le varietà tradizionali si raggiunge all inizio di agosto. Le colture da seme venivano invece raccolte a metà settembre quando si ha la maturazione fisiologica degli acheni.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin