5.2.7 Produzione

COLTURE DA FIBRA - CANAPA D 125 In Francia, dove la coltura della canapa è realizzata per ottenere una duplice destinazione produttiva (seme 1 steli), la raccolta del seme è effettuata con mietitrebbie a maturazione fisiologica, mentre gli steli sono raccolti in un secondo passaggio con macchine falciatrici. Gli steli raccolti in andane vengono successivamente imballati con macchine da fienagione. In Germania, Olanda, Inghilterra e dove la canapa viene coltivata per destinare la fibra a impieghi non tessili, la coltura è sfalciata o trinciata alla piena fioritura femminile e lasciata macerare in campo; successivamente il materiale macerato viene imballato con macchine da fienagione. In Ungheria e in altri Paesi dell Europa Centrale e Orientale, dove la canapa viene tuttora coltivata con elevato impiego di manodopera, la raccolta è effettuata alla piena fioritura femminile con macchine falcia-legatrici che raccolgono gli steli in fasci ammassati manualmente in campo per favorirne l essiccazione. Attualmente, anche in Italia, vengono realizzate coltivazioni a elevata densità che sono trattate con disseccanti quando raggiungono l altezza di circa 1,2-1,4 m. Questo trattamento determina l arresto della crescita e il disseccamento della coltura che viene successivamente raccolta con le macchine sviluppate per il lino tessile. 5.2.7 Produzione Tipi di prodotto e rese. I prodotti ottenibili dalla pianta della canapa sono i semi, la fibra lunga e corta presente nel tiglio e il canapulo. Tuttavia è possibile utilizzare le foglie come substrato per la coltivazione di funghi commestibili e le infiorescenze per l estrazione di oli essenziali o, nel caso di genotipi a elevato THC, per scopi medicinali e terapeutici (Brown, 1998). Le rese sono variabili in relazione all ambiente di coltivazione, ai genotipi e alle agrotecniche adottate. La resa in biomassa secca totale può raggiungere le 25 t/ha, con 20 t/ha di steli, in condizioni particolarmente favorevoli; mediamente la produzione di steli varia da 5 a 12 t/ha. All interno dello stelo la proporzione di tiglio e canapulo è simile (anche se è influenzata da epoca di raccolta e densità di semina), con rese dipendenti dalle metodologie di estrazione. In Emilia, per esempio, la produzione di fibra tessile variava da 0,9 a 1,6 t/ha, a cui si devono aggiungere 1,5-2,25 t/ha di stoppa e un quantitativo di canapulo pari a 5 volte la produzione di fibra tessile (Somma, 1923). Le produzioni medie in seme, in colture dedicate, variano da 0,5 a 1 t/ha. Qualità, caratteristiche del prodotto e impieghi. Le fibre di canapa presenti nel tiglio si possono distinguere in fibre primarie, di lunghezza variabile fra 3 e 55 mm (in media 20-28 mm) e di diametro compreso fra 22 e 34 mm, e fibre secondarie, di lunghezza pari a circa 2 mm e diametro di 17 mm; le prime sono quelle di maggior pregio, adatte alla destinazione tessile. La maturità delle suddette fibre, la loro lunghezza e il diametro, il rapporto tra fibre primarie e secondarie e altri parametri qualitativi variano a seconda del genotipo, della densità di semina, dell epoca di raccolta e anche, nella stessa pianta, in funzione della porzione di stelo (Venturi e Amaducci, 2004). Per la destinazione cartaria è importante considerare la composizione chimica delle diverse frazioni dello stelo. In media il contenuto in cellulosa è il 65% nel tiglio e il 35% nel canapulo; la lignina è presente per il 4% nel tiglio e per il 20% nel canapulo. Per questa notevole differenza nella composizione chimica le due componenti dello stelo sono considerate due diverse materie prime utilizzabili dall industria (Van der Werf, 1994). A seconda delle caratteristiche qualitative, la fibra (primaria e secondaria) del tiglio può essere utilizzata per la produzione tessile, cartaria, di corde e spaghi, e come materiale isolante nell industria automobilistica, in bioedilizia, per materiali biocompositi. D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin