5.2.8 Avversità canapa

D 126 PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE - COLTURE ERBACEE IN PIENO CAMPO Il canapulo è usato prevalentemente come lettiera per animali (soprattutto cavalli), per la produzione di pannelli, in bioedilizia e nell industria cartaria. I semi di canapa contengono il 20-25% di proteine, il 20-30% di carboidrati, il 25-35% di olio e il 10-15% di fibre insolubili. Possono essere utilizzati tal quali sia per l alimentazione animale (es. becchime per uccelli) sia per quella umana. L olio ottenuto dalla spremitura dei semi (Oomah et al., 2002) contiene il 54,3% di acido linolenico, il 19,1% di a-linolenico, il 10,1% di ac. oleico, il 6,6% di ac. palmitico, il 2,7% di ac. stearico, il 3,6% di g-linolenico, il 2,6% di acidi a catena lunga. L elevato conteuto in acido a-linolenico rende l olio suscettibile a ossidazione, ma gli conferisce effetti nutrizionali favorevoli, mentre la presenza di acido g-linolenico apporta un elevato valore farmacologico (Oomah et al., 2002). Conservazione e trattamenti post-raccolta. Fra i trattamenti post-raccolta più importanti si deve ricordare la macerazione degli steli. Tradizionalmente era eseguita in bacini presenti nell azienda agraria, dove gli steli riuniti in fasci erano sommersi per circa una settimana in modo tale che su di essi avvenisse l attività pectinolitica di batteri anaerobi (es. Clostridium felsineum). La degradazione delle pectine permetteva il distacco del tiglio dal canapulo e la separazione delle fibre all interno del tiglio. Successivamente, gli steli erano asciugati e sottoposti alla stigliatura, da cui si otteneva fibra lunga, stoppe e canapulo. Questo procedimento è tuttora realizzato in alcuni Paesi dell Europa dell Est, dove i fasci di canapa vengono macerati in vasche ricavate in prossimità degli impianti di stigliatura e non in bacini aziendali. La macerazione in campo (prevalentemente operata da funghi), invece, è realizzata sulle colture di canapa coltivate nel Nord Europa, grazie alle favorevoli condizioni di umidità. Tuttavia i metodi di raccolta e la qualità della fibra ottenuta dalla macerazione in campo non sono tali da permettere una destinazione tessile del prodotto. Attualmente sono in corso sperimentazioni tese a valutare la possibilità di eseguire la macerazione su fibra stigliata verde (senza macerazione), sia con l impiego di batteri sia con il ricorso a enzimi pectinolitici. 5.2.8 Avversità canapa (®Sezione G2 Avversità e difesa delle colture). 5.3 Lino (Linum usitatissimum). Il centro di origine del lino per le varietà da olio è localizzato nelle regioni del Mediterraneo e per quelle da fibra nell Asia sud-occidentale. L interesse nei confronti della sua coltivazione risale a tempi assai remoti. Attualmente sono circa 480.000 gli ettari coltivati a lino da fibra nel mondo, con una produzione di 750.000 t. Cina, Francia, Federazione Russa, Regno Unito e Bielorussia sono i principali produttori. In Italia, a partire dalla fine degli anni 90 del secolo scorso, sono circa 3.000 gli ettari coltivati. 5.3.1 Esigenze climatiche e pedologiche. Il lino da fibra predilige un clima temperato. Lo zero di vegetazione è di 5 °C, anche se la pianta resiste a temperature di poco inferiori a 0 °C. La temperatura ottimale per la germinazione e le prime fasi di crescita è 10 °C, mentre in fase di fioritura temperature superiori a 15 °C possono compromettere la qualità della fibra. Condizioni di scarsa disponibilità idrica vengono mal tollerate. Terreni piuttosto pesanti o troppo leggeri appaiono poco adatti al lino. La reazione del suolo ideale si attesta su valori di pH compresi tra 6,5 e 7,5. 5.3.2 Caratteri botanici e biologia. Linacea annuale, è dotata di radice fittonante ramificata. I genotipi con attitudine alla produzione da fibra hanno fusto sottile, flessibile, poco ramificato e con altezza superiore al metro. Le foglie sono sessili, piccole e lanceolate; la pagina inferiore è di colore grigio-verde e la superiore è verde scuro.

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin