5.3.3 Varietà e miglioramento genetico

COLTURE DA FIBRA - LINO D 127 L infiorescenza è costituita da un racemo terminale, con un numero variabile di fiori ermafroditi dotati di 5 stami e 5 stili liberi, con 5 sepali persistenti e 5 petali di colore variabile dal bianco al viola, all azzurro fino al rosa. Il frutto, capsula globosa con 5 logge, può contenere a maturità fino a 10 semi, ricchi in olio (35-40%), schiacciati, ovali-oblunghi, lucenti, con un peso dei 1.000 semi di 4-6 g e colore variabile dal giallo al marrone, al giallo verdastro, al verdastro marrone. 5.3.3 Varietà e miglioramento genetico. Numerose sono le varietà di origine francese e olandese (Escalina, Ilona, Electra, Agata, Ariane, Regina, Natasja, Laura, Belinka) a cui si accompagnano provenienze dell Est Europa (Merkur, Nike, Venica Novotorzhski, Svetoch, Texa, Jitka, Jordan) e, più recentemente, ibridi cinesi, tra cui l Heiya 8. Il miglioramento genetico ha consentito l incremento della resa in fibra (di buona qualità) e l acquisizione di resistenze a diverse fisiopatie e alle basse temperature. 5.3.4 Tecnica colturale. Coltura rinettante, entra in rotazioni triennali precedendo cereali, leguminose e foraggere. La brevità del ciclo colturale consente l inserimento nella rotazione di una coltura intercalare e di consociazioni con foraggere. Il ritorno del lino sullo stesso appezzamento, per più anni, genera fenomeni di stanchezza per la presenza di sostanze tossiche nei residui colturali. La preparazione del letto di semina prevede un aratura estiva, seguita, in epoca precedente la semina, da un erpicatura per affinare il terreno e interrare i concimi. Il lino è una coltura sensibile agli apporti di concimi azotati; tuttavia, eccessi di azoto inducono un peggioramento qualitativo della fibra. Sono consigliabili apporti di 15-30 kg/ha di N, sotto forma ammoniacale, 45-70 kg/ha di P2O5; altrettanti apporti di K2O di solito migliorano resa e qualità della fibra. L epoca ottimale di semina è compresa tra fine inverno e inizio primavera, appena cessati i rischi di gelata; si effettua a file distanti 8-10 cm, alla profondità di 2-3 cm utilizzando dai 120 ai 160 kg/ha di seme, per ottenere una densità di circa 1.000 piante m22. consigliabile far precedere e seguire alla semina una rullatura. Il lino è una coltura poco competitiva nei confronti delle infestanti. Diversi formulati commerciali distribuiti in pre-emergenza (linuron, lenacil) e post-emergenza (bentazone, MCPA, clopyralid) consentono un buon controllo delle malerbe. Nelle regioni del Centro e Nord Europa la coltura in genere non è irrigua. Un eventuale intervento irriguo poco prima della raccolta facilita l estirpazione delle piante. La maturazione commerciale del lino da fibra si raggiunge con la perdita delle foglie basali e il viraggio dal verde al giallo degli steli. A seconda degli ambienti, l epoca di raccolta può ricadere tra maggio e luglio. L operazione di raccolta prevede l estirpazione delle piante con estirpo-andanatrici. Le piante, disposte in andane e rivoltate periodicamente, subiscono un processo di macerazione a terra , di durata variabile dai 2 ai 3 mesi. In alternativa, le piante vengono disposte in piccoli covoni per l essiccamento (2-3 settimane), a cui segue una raccolta in rotoballe da destinare, in apposite vasche a tenuta stagna, alla macerazione in acqua . 5.3.5 Produzione. La produzione di piante intere essiccate può variare dalle 6 alle 7 t/ha, di cui il 70-75% è costituito da paglie (steli), l 8-12% da semi e il 12-18% da pula. La resa in paglie macerate comporta una perdita in peso del 20-22%. La macerazione, attraverso l attività di specifici microrganismi o l apporto di enzimi, consente la degradazione delle sostanze pectiche e la separazione delle fibre. Le successive operazioni di gramolatura, stigliatura e pettinatura consentono di realizzare un 12-15% D

SEZIONE D
SEZIONE D
PRODUZIONI VEGETALI ERBACEE
Da quando l’uomo, oltre 12.000 anni fa, ha iniziato la sua transizione da una civiltà primordiale, basata sulla caccia e la raccolta di prodotti naturali, a una civiltà sempre più evoluta e basata sull’agricoltura (selezione e coltivazione dei vegetali commestibili e addomesticamento animale), le specie vegetali erbacee, prima naturali e poi coltivate, si sono sempre dimostrate determinanti per garantire la sopravvivenza e la stabilità sociale delle comunità.Nella presente Sezione D del Manuale dell’Agronomo, le più importanti Colture erbacee vengono presentate e suddivise nelle loro attuali categorie: cereali, leguminose da granella, colture oleaginose, colture da inulina, colture da fibra, colture da zucchero, patata e pomodoro in pieno campo, tabacco e colture bioenergetiche. Sono inoltre esposte a trattazione anche le altre categorie di colture quali: le colture foraggere e i relativi metodi di conservazione, le coltivazioni orticole, le coltivazioni floricole e ornamentali, e anche il comparto delle piante aromatiche e officinali.Delle specie appartenenti a ciascun gruppo considerato vengono descritti: l’importanza economica e la diffusione della coltura; i caratteri botanici e il ciclo biologico; le esigenze climatiche e pedologiche; le varietà e il miglioramento genetico.Per la tecnica colturale si riportano gli aspetti relativi ad avvicendamento, sistemazione e preparazione del terreno, concimazione, semina, lotta alle malerbe, irrigazione, altre eventuali pratiche e raccolta. Relativamente alla produzione, sono illustrate le tipologie di prodotti e le rese conseguibili, qualità e caratteristiche mercantili, impieghi e conservazione.Per quanto riguarda invece le avversità, biotiche e abiotiche, per un quadro completo e per le relative tecniche di difesa si rimanda alla Sezione G - Avversità e difesa delle colture del presente Manuale.Coordinamento di SezioneMario Baldini, Francesco Danuso, Romano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniElena Accati Garibaldi, Michele Baglini, Mario Baldini, Chiara Bartolini, Vito Vincenzo Bianco, Stefano Bocchi, Basilio Borghi, Gianluca Burchi, Fabio Castelli, Luigi Cattivelli, Andrea Cavallero, Claudio Cervelli, Salvatore Luciano Cosentino, Stefano Cosimi, Luigi Damiani, Francesco Danuso, Giuseppe De Mastro, Giovanni Delogu, Agostino Falavigna, Enrico Farina, Floriano Ferri, Salvatore Foti, Fiorenzo Gimelli, Romano Giovanardi, Antonio Grassotti, Giovanni Guarda, Giuseppe La Malfa, Sara Lazzereschi, Vittorio Marzi, Vitangelo Magnifico, Elisabetta Mercatelli, Beatrice Nesi, Alberto Paradossi, Carlo Pasini, Diana Pestrin, Aldo Pollini, Marco Sandonà, Pietro Siviero, Mariolino Snidaro, Antonio Michele Stanca, Paolo Talamucci, Romano Tesi, Debora Trinchello, Domenico Ugulini, Mauro Vecchiettini, Giampietro Venturi, Roberta Venturo, Giampaolo Zanin